Esteri

Due violenti terremoti in Giappone. Tsunami con onde alte tre metri

 

E’ di almeno 30 vittime accertate il bilancio del potente sisma di magnitudo 7,5 sulla scala Richter che ha colpito ieri la costa occidentale del Giappone, secondo gli ultimi aggiornamenti delle autorità locali rilanciati dalla stampa internazionale. Secondo la società Hokuriku Electric Power, circa 45.700 famiglie sono senza elettricità nella prefettura centrale di Ishikawa, mentre decine di fertiti si contano in altre quattro prefetture, tra cui Toyama e Niigata, ha riferito l’emittente pubblica giapponese NHK, citando ospedali e autorità locali. Il ministero della Difesa ha inviato 1.000 militari per aiutare gli sforzi di salvataggio e recupero, ha detto ieri ai giornalisti il ministro della Difesa Minoru Kihara. Molti gli edifici segnalati in fiamme anche a Wajima, nella prefettura di Ishikawa, dove sarebbero crollate case. Molte le case rimaste senza corrente elettrica. Le autorità hanno dichiarato un’allerta tsunami: ci sono onde stimate con un’altezza di tre metri che hanno colpito diverse zone della costa. La scossa di magnitudo 7.5 si è verificata intorno alle 16:10 ora locale (le 8:10 in Italia): era stata preceduta da una scossa di magnitudo 5.5 nella stessa zona. Le autorità giapponesi hanno ordinato l’evacuazione della zona colpita: “Tutti i residenti devono evacuare immediatamente su terreni più elevati”, ha dichiarato l’emittente nazionale Nhk. In secondo forte terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito oggi la costa centro-occidentale del Giappone, poco lontano dall’epicentro del sisma precedente di magnitudo 7.5: lo riporta l’Istituto geofisico statunitense (Usgs) sul suo sito. Entrambi i terremoti sono stati registrati nella prefettura di Ishikawa. L’evento è avvenuto in un’area in cui ben 4 placche tettoniche interferiscono tra loro: la placca Euroasiatica a Ovest, la placca Pacifica a Est, la placca delle Filippine a Sud e quella Nordamericana a Nord. In questo quadro cinematico di convergenza tra placche, “il meccanismo focale del terremoto di tipo compressivo, con un asse di massimo raccorciamento NO-SE, è pienamente coerente”. La scossa più forte, quelle delle 16.10 (ora italiana 8.10), ha avuto una magnitudo stimata 7.5 dall’USGS (il servizio geologico degli Stati Uniti). Ingv ha attribuito invece una magnitudo Mwp di 7.1, mentre l’agenzia del Giappone (JMA) ha stimato una magnitudo pari a 7.6. L’impatto del terremoto sulla terraferma è stato molto importante. Per quanto nelle prime ore, soprattutto sui social media, si trovino informazioni non verificate (per esempio, spesso si riutilizzano immagini e video di altri terremoti) e quindi bisogna stare molto attenti a non diffondere dati errati, facendo riferimento a siti ufficiali o testate giornalistiche affidabili – sottolinea INGV – si hanno informazioni che descrivono una situazione di danneggiamento rilevante e impatto delle onde di tsunami. Il terremoto, ricostruisce l’Ingv, è stato preceduto da una scossa di magnitudo 5.5 avvenuta 4 minuti prima e nelle 2 ore successive ci sono state una decina di repliche forti, la più forte di queste di magnitudo 6.2. Il JMA ha diramato l’allerta tsunami subito dopo il terremoto. I mareografi sulle coste occidentali del Giappone hanno confermato che uno tsunami si è effettivamente generato, le massime altezze delle onde sono state misurate a Wajima (120 centimetri). Va ricordato che le onde di tsunami possono essere pericolose anche se inferiori al metro di altezza a causa della loro velocità e lunghezza. Anche il Centro Allerta Tsunami dell’Ingv ha seguito l’allertamento dalla Sala di Monitoraggio sismico e allerta tsunami.

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