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e-fuel: pregi e difetti dei carburanti sintetici

Dopo la conferma dell’Ue allo stop dei motori termici dal 2035, si torna a parlare di e-fuel

 

di Gino Piacentini

Gli e-fuel sono combustibili sintetici a zero emissioni di CO2,e vengono prodotti mediante la combinazione chimica tra idrogeno e anidride carbonica. L’idrogeno viene ottenuto per elettrolisi dall’acqua e per questo occorre molta energia elettrica e soprattutto molta acqua. Affinché i carburanti sintetici siano davvero a zero emissioni di CO2 occorre che questa elettricità venga da fonti di energia rinnovabili come quella solare, eolica, geotermica, idrica o dalle maree, ma non certo da fonti fossili (petrolio, gas, carbone). Questo solleva la prima grande obbiezione dei detrattori degli e-fuel, poiché il processo chimico appena descritto, genera un impatto ambientale decisamente superiore alle auto elettriche e ibride, considerate a oggi le uniche alternative credibili per la mobilità sostenibile. A questo si aggiunge che nessun impianto su larga scala sarà mai pronto a produrre carburanti sintetici entro il 2035, soprattutto considerando che a oggi non esistono standard globali per certificare tali carburanti, e anche se dovessimo investire in modo massiccio su questi carburanti, il costo sarà sempre più alto dell’elettricità delle auto elettriche, per la semplice ragione che occorrerà 7 o 10 volte più energia per ottenere lo stesso risultato utile. Oggi si stima che gli e-fuel costeranno molto cari (anche 50 dollari al litro), ma che un domani – raggiunta la scala industriale – saranno usati per esempio per produrre cherosene “verde” per l’aviazione al costo anche inferiore ai 10 dollari al litro. Al contrario tra i principali sostenitori dell’utilizzo degli eFuel in auto c’è la eFuel Alliance, un gruppo di interesse che promuove proprio la produzione industriale di questi carburanti sintetici e che riunisce, tra gli altri, grossi nomi del settore energia, componentistica e trasporti come Exxon Mobil, Repsol, Eni, Neste, Siemens Energy, Bosch, Iveco e Mazda. Secondo l’eFuel Alliance gli elettrocombustibili offrono diversi vantaggi verso gli obiettivi di decarbonizzazione, in primis perché – sempre secondo l’Alliance – usando gli eFuel nelle auto con motori convenzionali, si potrebbegià oggi arrivare a quella neutralità delle emissioni di CO2. Anche per quanto riguarda gli aspetti logistici ci sarebbero notevoli vantaggi, l’eFuel Alliance assicura una facilità di immagazzinare e trasportare questi carburanti anche su lunghe distanze senza alcuna perdita di energia. L’Europa per ora non si esprime, lasciando ai singoli stati la libertà di decidere come stoppare i motori termici dal 2035. Tuttavia anche a Bruxelles le ripercussioni economiche di questo cambiamento epocale destano preoccupazione, e interrogatici come gli e-fuel salveranno posti di lavoro? Aiuteranno o rallenteranno la transizione? E soprattutto, saranno in grado di occupare il ruolo di alternativa all’auto elettrica?. Per ora solo il governo tedesco ha deciso di intervenire economicamente a sostegno degli e-fuel, scontrandosi con le case automobilistiche teutoniche profondamente contrarie come Mercedes e Volkswagen, che hanno risposto che produrranno unicamente auto elettriche. Al contrario la Porsche annuncia l’intenzione di vendere ancora auto a combustione dopo il 2035, e che vorrebbe alimentarle proprio grazie all’e-fuel, grazie al primo impianto industriale di benzina sintetica “verde” in costruzione in Cile.

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