Esteri

Ecco perché il fallito attacco di Israele a Doha non sorprende

di Giuliano Longo

Subito dopo la conferma degli attacchi aerei israeliani contro la capitale del Qatar per assassinare i leader del movimento di Hamas, commentatori e analisti li hanno definiti scioccanti e senza precedenti. Tuttavia, la flagrante violazione del diritto internazionale non è una sorpresa.

Gli attacchi aerei israeliani , annunciati pubblicamente da Netanyahu, hanno provocato l’uccisione di cinque persone, ma secondo la stessa Hamas, nessuno dei leader del movimento è rimasto ucciso.  Nonostante Israele insista sul fatto che gli attacchi abbiano avuto successo, sembrano, di fatto, aver fallito nell’eliminare i dirigenti di Hamas.

I due obiettivi principali dell’operazione israeliana sembrano essere stati Zaher Jabareen e Khalil al-Hayya, entrambi alti dirigenti di Hamas e figure essenziali del suo team negoziale per il cessate il fuoco.

Mentre i negoziatori  palestinesi erano impegnati a elaborare una nuova risposta all’ultima proposta di cessate il fuoco a Gaza sponsorizzata dagli Stati Uniti, l’attacco israeliano ha  interrotto questo processo, mentre l’esercito israeliano apre la strada alla sua ultima operazione militare per occupare Gaza City.

Niente di nuovo quindi o di eccezionale.

Già nel luglio del 2024, gli israeliani eliminarono l’ex leader di Hamas Ismail Hanniyeh a Teheran, meno di ventiquattro ore dopo essersi trovato al fianco del neoeletto presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

Dopo l’assassinio del primo ministro yemenita Ahmed al-Rahawi, insieme ad alcuni membri del suo gabinetto, avvenuto il 28 agosto a Sana’a, il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, Eyal Zamir, ha chiarito che gli attacchi fanno parte di una vasta serie già pianificata.

Zamir ha affermato che “le IDF stanno agendo in modo offensivo, con iniziativa e superiorità operativa in tutti gli ambiti e in ogni momento”. Commentando l’annunciato assassinio del portavoce militare di Hamas, Abu Obeida, ha affermato che “si aggiunge a una serie di importanti attacchi delle IDF in Yemen, Libano, Siria e altri ambiti” e che “non è la fine” avvertendo  che “il grosso della leadership di Hamas che rimane al potere è all’estero, e raggiungeremo anche loro“.

La notte prima dell’attacco a Doha, gli israeliani hanno anche lanciato un un drone contro l’imbarcazione “Family” della Gaza Freedom Flotilla, in acque tunisine. L’imbarcazione colpita in particolare era quella su cui si trovava a bordo l’attivista di fama mondiale Greta Thunberg.

Inoltre, nello stesso arco di ventiquattro ore, Israele ha  effettuato innumerevoli attacchi aerei in Siria e nel Libano meridionale, continuando i suoi bombardamenti di routine su Gaza.

Per coloro che sostengono che un simile attacco contro una nazione amica, come il Qatar sia imprevedibile, ricordiamo che il 25 settembre 1997, il Mossad utilizzò falsi passaporti canadesi in un fallito tentativo di assassinare in Giordania l’allora leader di Hamas Khaled Meshaal.

L’incidente  fu controproducente  poiché le guardie del corpo di Hamas riuscirono a sventare il complotto, ma a Meshaal venne somministrato un veleno, per il quale Israele fu costretto a produrre un antidoto e a rilasciare prigionieri palestinesi di alto profilo, per salvare il loro accordo di normalizzazione con il Regno hashemita.

Quindi l’ attacco a una nazione del Golfo è tutt’altro che senza precedenti. Il 19 gennaio 2010, agenti del Mossad con diversi passaporti falsi europei e australiani, si infiltrarono negli Emirati Arabi Uniti (EAU) per eliminare leader militare di Hamas, Mahmoud al-Mahbouh, in un hotel di Dubai.

Dal 7 ottobre 2023, gli israeliani hanno lanciato attacchi oltre che a Gaza, anche in Cisgiordania, Libano, Yemen, Siria, Iraq, Iran e ora anche in Qatar. Lo scorso anno, Israele ha anche effettuato un attentato dinamitardo contro la sezione consolare dell’ex ambasciata iraniana in Siria, che le nazioni occidentali si sono rifiutate di condannare.

Sebbene il Qatar ospiti il ​​Comando Centrale degli Stati Uniti e sia uno degli attori più vicini alle potenze occidentali nella regione, le dichiarazioni rilasciate da paesi come il Regno Unito sull’attacco si sono limitate alla esortazione di evitare un’escalation.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, hanno evidentemente dato il via libera alla operazione per di più avendo recentemente trasferito agli israeliani i sistemi di difesa aerea, destinati a proteggere le proprie forze a Doha, dimostrando che l’attacco aereo non avrebbe incontrato alcun impedimento.

Gli obiettivi di Israele nella regione sono chiari: come Netanyahu ha più volte ribadito: la “vittoria totale” in una “guerra su sette fronti”. Nel suo discorso sull’attacco a Doha, il Premier israeliano ha persino affermato che gli attacchi avevano come obiettivo quello che lui chiama “Asse del Male“. Il messaggio al mondo  è chiaro: Israele fa ciò che vuole e quando vuole. Nessuno lo fermerà.

Prendiamo, ad esempio, il Regno Unito, che afferma di voler agire contro gli israeliani riconoscendo la Palestina all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ma che sta invitando il presidente israeliano Isaac Herzog a Londra per una visita amichevole alla fine di questa settimana.

Herzog, che si è anche recato dal papa alcuni giorni fa,  ha apertamente elogiato l’attacco al Qatar ed è stato citato come prova dell’intenzione di Israele di commettere un genocidio a Gaza dalla Corte Internazionale di Giustizia.

Il governo laburista del Regno Unito,  ha definito Palestine Action un’organizzazione terroristica per aver cercato di bloccare i trasferimenti di armi dal Regno Unito a Israele e continua ad arrestare . centinaia di attivisti per la pace che protestano contro il divieto imposto all’organizzazione.. .

Qual è il collegamento tra la posizione di Londra e l’attentato in Qatar?

È piuttosto semplice: nessuno obbliga gli israeliani  a smettere di violare ogni principio del diritto internazionale. Israele è al di sopra della legge e l’attacco al Qatar molto probabilmente passerà senza ripercussioni. Anzi, è probabile che possa accadere di nuovo, o la prossima volta magari in Egitto,.

L’unica nazione araba che ha imposto un prezzo a Israele è lo Yemen; le altre sono state complici in un modo o nell’altro, sia aiutando e rifornendo direttamente la macchina da guerra israeliana, sia rifiutandosi persino di adottare misure economiche nel tentativo di porre fine al genocidio a Gaza.

Israele attaccherà sicuramente di nuovo Siria, Libano, Yemen, Iraq e, naturalmente, l’Iran. Agirà anche in qualsiasi altro campo scelga, forse anche in Turchia. Infatti, in Siria, gli israeliani hanno già ucciso soldati turchi e distrutto equipaggiamenti e bassi

Per ora, l’attacco israeliano al Qatar ha raggiunto due obiettivi. Il primo è che hanno dimostrato di poter colpire ovunque in totale impunità; il secondo è che hanno almeno temporaneamente bloccato i negoziati per il cessate il fuoco.

Alcuni si aspettano che il Qatar risponda in modo significativo, ma a causa del suo radicamento nel campo degli Stati Uniti, la nazione del Golfo è semplicemente incapace anche solo di difendersi militarmente, ed è molto improbabile che interrompa le forniture di gas come fece nel 1973.

Anche se quell’anno non fu Doha  a sospendere le forniture di gas, ma i paesi dell’OPEC, tra cui Stati arabi, che ridussero le esportazioni di petrolio e ne aumentarono i prezzi in risposta alla Guerra dello Yom Kippur, contribuendo alla crisi energetica internazionale.

Doha è  quindi in balia degli Stati Uniti e di Israele. Sebbene alcune fontii indichino che gli Stati Uniti avessero informato il Qatar dell’imminente attacco –  forse contribuendo  alla sopravvivenza della leadership di Hamas,-  per il resto il Qatar non era in grado di fare proprio nulla.

Ma nemmeno tutto l’Occidente “libero e democratico”.

Nella foto l’edificio centrato dai missili sganciati dagli israeliani dell’Idf

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