“Per noi italiani il mare rappresenta tante cose insieme, identità, ricchezza, storia, cultura, tradizione, ma è anche una delle direttrici fondamentali della nostra proiezione geopolitica. L’Italia è il naturale punto d’accesso all’Europa, è lo snodo geografico tra il vecchio continente, l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia, ed è nel Mediterraneo e non altrove che la nostra nazione ha trovato sempre il segno del proprio destino”. Lo dice la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio inviato all’evento di Confindustria sull’economia del mare in corso a Genova. “Eppure in troppe occasioni l’Italia è rimasta vittima di un paradosso: essere una penisola, ma non sentirsi e non agire come tale. Una contraddizione che ha finito per soffocare le nostre potenzialità. Ecco perché questo governo ha lavorato fin dall’inizio per capovolgere questa prospettiva, guardando al mare come a una risorsa da valorizzare a 360°, perché il mare tocca trasversalmente ambiti e interessi che sono vitali per noi, dal turismo all’industria, dalla portualità alla sicurezza, dalla tutela dell’ambiente alla cultura, dalle comunicazioni al commercio, dal governo dei flussi migratori alla difesa. Il mare è il motore della nostra crescita, della nostra occupazione, del nostro benessere”, ha aggiunto.
Valore aggiunto da 76 mld con 200mila imprese e 1 mln occupati
“L’interconnessione marittima sostiene l’industria manifatturiera, garantisce l’approvvigionamento di energia e materie prime, consente al Made in Italy di essere esportato nel mondo, con oltre 200.000 imprese, 1 milione di occupati, l’economia del mare genera in Italia un valore aggiunto pari a 76 miliardi di euro. Siamo i primi in Europa per volume di merci movimentate nel trasporto marittimo a corto raggio, occupiamo i vertici dell’industria cantieristica e nautica ad alta complessità tecnologica con oltre il 40% del mercato mondiale nei settori dei superyacht e delle navi da crociera. Un settore strategico che genera valore lungo tutta la catena produttiva e che in un territorio come quello di Genova e della Liguria dove chiaramente avete scelto di celebrare il primo appuntamento di un percorso che vi condurrà nel 2027 anche a Napoli in Campania, concentra competenze, infrastrutture, capacità industriali che rendono l’Italia protagonista nel Mediterraneo”, ha aggiunto.
Logistica porti decisiva, pronti a sfida dimensione subacquea
“L’economia blu e la cantieristica sono una delle cinque nuove filiere attorno alle quali si sta evolvendo il nostro Made in Italy e che il governo ha deciso di attenzionare nella politica industriale che sta portando avanti. Perché il nostro marchio è un concetto dinamico che nel tempo ha aggiunto alle filiere classiche altri segmenti. Economia della farmaceutica e dei dispositivi medici, la space economy e la difesa, la filiera del turismo e dell’accoglienza, l’industria culturale e appunto l’economia del mare. Il nostro compito è sostenere questi settori, farli crescere, renderli sempre più competitivi, puntando prima di tutto sulla semplificazione, l’innovazione, la valorizzazione del capitale umano, come abbiamo fatto ad esempio con il ddl Risorse mare che sta finalmente per concludere il suo iter in Parlamento. Ma vogliamo portare avanti questa visione di sistema anche su un altro fronte decisivo, che è quello della logistica portuale. Il governo ha approvato una riforma della governance portuale che ha obiettivi molto precisi: superare le frammentazioni, sviluppare una pianificazione strategica nazionale, aumentare l’attrattività dei nostri porti nello scenario internazionale”. “Guardiamo poi con grande attenzione alle nuove sfide, come alla dimensione subacquea. Abbiamo istituito il polo nazionale, siamo la prima nazione europea ad aver costruito una specifica legislazione dedicata a questo dominio, che è un dominio sempre più centrale per la nostra economia, ma anche per la nostra sicurezza. Questa è la rotta che vogliamo continuare a tracciare per liberare le potenzialità ancora espresse dell’economia del mare”.
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