di Fabiana D’Eramo
Risultati sorprendenti in Francia. “La destra si può battere”, esulta Elly Schlein. Salvini invece non accetta la sconfitta, non la riconosce come tale. Per lui, il partito dell’amica Marine Le Pen resta “il partito ampiamente più votato”.
Il colpo di scena, la grande sconfitta del Rassemblement National, ha lasciato, nella politica italiana, tutti spiazzati. Il Nuovo fronte popolare, l’alleanza di sinistra che si è formata per contrastare l’avanzata della destra al secondo turno delle elezioni legislative, ha conquistato il maggior numero dei seggi. Secondo il centro di Macron. Le Pen, alleata con una parte dei Republicains guidati da Eric Ciotti, è stata spinta indietro, al terzo posto.
Per la sinistra è una boccata d’aria fresca nel fumo, quasi come se, nei risultati francesi, si potesse intravedere il preludio di una svolta positiva anche per il centrodestra italiano. Rn era dato per vincitore, i primi exit poll hanno smentito improvvisamente i pronostici. E infatti Schlein ha commentato: “Risultato straordinario per la sinistra unita e una bella risposta di partecipazione”. L’affluenza, tra l’altro, è stata la più alta in Francia dal 1981.
Sempre nel Pd, tra i primi a commentare, è stato Paolo Gentiloni: “Vive la Republique!”, ha scritto su X, aggiungendo una bandiera dell’Unione europea e della Francia. L’ex premier e segretario, Enrico Letta, ha postato l’emoji di due mani che formano un cuore, e anche lui le due bandiere, europea e francese. Il capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, ha scritto che “il Risentimento Nazionale non passa.” Né in Francia, né in Europa. Lia Quartapelle ha sottolineato: “Meloni ha di che riflettere”, mentre Anna Ascani, deputata e vicepresidente della Camera, ha aggiunto: “il Fronte repubblicano francese ferma l’onda nera della destra estrema”.
“Dedicato a Meloni e Salvini!”, ha esultato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Angelo Bonelli, citando i versi della Marsigliese. “Uniti si vince, avanti in Italia per un’alleanza democratica, antifascista, progressista ed ecologista”. Nicola Fratoianni ci ha visto una “indicazione di speranza. Il Nuovo Fronte Popolare vince le elezioni e salva la Repubblica dall’assalto dell’estrema destra. Intanto per stasera è una bellissima notizia.”
Chissà che l’esempio di un fronte compatto per frenare la destra non ispiri di nuovo Giuseppe Conte. Il leader del Movimento Cinque Stelle fa cenno di recepire il messaggio: “Un segnale di spinta democratica che oggi parla all’Europa intera.” E ha aggiunto: “La grande partecipazione del popolo francese premia la proposta popolare e progressista di chi non ha mai avuto dubbi sulla pace, sulla difesa dei diritti sociali e sulla tutela dei più fragili.” Il capo delegazione al Parlamento europeo si è detto altrettanto soddisfatto: “Tra la destra reazionaria e il centro-sinistra liberista, il popolo ha scelto la sinistra popolare e progressista.”
Dal centro, Carlo Calenda e Matteo Renzi frenano un poco gli entusiasmi. Sì, la destra è stata fermata – “ottimo”, ha commentato il primo, “un segnale di speranza”, il secondo – ma riconoscono che non sarà facile creare un governo. E però il blocco centrista è vivo, Macron ha tenuto bene.
Per Matteo Salvini, quello che ha fatto Macron è stato costruire “un’ammucchiata tutti contro la Le Pen”, per vincere le elezioni pur non avendo i numeri per governare. “Il tutti contro uno ha ridotto il numero di seggi”, ha scritto il leghista sui social dopo una notte di riflessioni, “ma non il consenso per Le Pen e Bardella, ai quali mando un grande abbraccio.” Ha descritto la prima notte dopo le elezioni come un grande caos: l’esultanza di “comunisti e centri sociali, di filo-islamici e anti-semiti”, gli attacchi dei teppisti che prendono la polizia a sassate – uno scenario apocalittico a seguito di macchinazioni di palazzo. Questa la versione della Lega.
Anche il senatore Claudio Borghi ha commentato i primi exit poll con amarezza, ma una piccola dose di speranza: “Povera Francia. Lasciandola a un ammucchione dominato dalla sinistra hanno regalato la vittoria alle presidenziali alla Le Pen. Capolavoro al contrario di Macron. Attendiamo a braccia aperte Rn tra i Patrioti e costruiamo la vera alternativa a questa Ue marcia.” Il deputato Alberto Bagnai è d’accordo: “La Francia è in ritardo su di noi di tredici anni, e recupererà. Quando lo avrà fatto, si sbarazzerà del macellaio dal grembiule rosso.”
Chi da destra gongola, invece, è Antonio Tajani: “l’estrema destra è sempre destinata a perdere.” E così spinge Meloni verso l’intesa col Ppe: l’unica chance per tenere un piede nella stanza dei bottoni dell’Ue.
aggiornamento ballottaggio in Francia ore 11.19
