La guerra di Putin

Elezioni in Russia. Putin può stravincere ma forse con percentuali inferiori a quelle del 2018

 

di Giuliano Longo

Se il sostegno pubblico al presidente russo Vladimir Putin  per le prossime elezioni presidenziali è “decisamente elevato”, secondo  un sondaggio pubblicato all’inizio di questo mese dall’organizzazione di ricercaNORC dell’Università di Chicagoi giovani russi sono i meno propensi a sostenere la sua candidatura per un altro mandato.

 

Lo stesso sondaggio indica che il 53%  degli elettori russi sotto i 30 anni è favorevole alla candidatura alla rielezione di Putin, rispetto ao loro compatrioti più anziani quelli di età pari o superiore a 60 anni, I quali al 73% che intendono  votare per il Putin come il 68% tra quelli tra i 30 e i 39 anni, il 62%  tra i 40 e i 49 anni e il 64% tra i 50 e i 59 anni.

 

Le elezioni in Russia sono attentamente spettacolarizzate dal Cremlino per presentare una certa competizione garantendo tuttavia  una posizione dominante a Putin e al suo partito Russia Unita.  Putin ha sfruttato la guerra in Ucraina per smantellare i movimenti dei sostenitori di opposizione alla guerra, alcuni dei quali sono fuggiti dal paese, fra questi i leader più rumorosi a favore della democrazia che operano dall’estero, mentre altri  come Alexei Navalny, sono stati imprigionati.

 

Putin vinse  la competizione del 2018 con quasi il 77% dei voti,con il sostegno  di 56,4 milioni di russi votanti di quasi il 68%. I suoi sfidanti allora furono Pavel Grudinin del Partito Comunista,partito che si sarebbe  già assicurato quasi il 12% dei voti alla prossima tornata elettorale, Vladimir Zhirinovsky del Partito Liberal Democratico ultranazionalistacon poco meno del 6% e Ksenia Sobchak dell’Iniziativa Civica di centrodestracon meno del 2%.

 

Attualmente  sono tre gli atri concorrenti registrati alle elezioni, che si terranno dal 15 al 17 marzo: Nikolai Kharitonov,candidato del Partito Comunista, Vladislav Davankovper il partito centrista Nuovo Popoloe il noto falco Leonid Slutskyrappresenterà il Partito Liberal Democratico.

 

Ci sono poi altri candidati che vorrebbero concorrere, fra questi Boris Nadezhdinche tenta di ottenere un numero sufficiente di firme per competere al ballottaggio con Putin.

Nadezhdin, 60 anni, sostenuto dalPartito di Iniziativa Civica, che non è ufficialmente riconosciuto dallaCamera bassa del parlamento russo (la Duma)per poter competere dovrà raccogliere 100.000 firme elettorali in almeno 40 regioni del Paese entro il 31 gennaio.

 

Secondo il sito web della sua campagna, fino a lunedì 22 gennaio Nadezhdin aveva già raccolte 94.909 firme, altre 5.091 ne dovrà raccogliere prima della fine del mese, L’aspirante candidato  oppone all'”operazione militare speciale”di Putin in Ucraina, definendola un “errore fatale” da parte del presidente e sostenendo che è“difficilmente”si potranno raggiungere gli obiettivi della guerra “senza enormi danni all’economia e un colpo irreparabile alla demografia della Russia”.

 

Anche l’ex comandante russo Igor Girkin,l’per  nazionalista favorevole alla guerra, intende concorrere. Gironi, che ha ripetutamente criticato la leadership del Cremlino e la gestione del conflitto, fu arrestato a luglio dopo aver pubblicato un commento critico nei confronti della strategia di Putin definita una “mediocrità codarda”.

Related posts

Ucraina, un vertice in Alaska dagli esiti imprevedibili e dalle molte illazioni

Redazione Ore 12

La linea di Zelensky: “Sgomberare dai russi tutti i territori occupati del Paese”

Redazione Ore 12

  Il Premier britannico Johnson a sorpresa a Kiev

Redazione Ore 12