Bruxelles chiama, ma le regioni del Vecchio Continente non rispondono. Anzi, rispondono ‘no, grazie’. All’invito rivolto da Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, in una lettera, ai ministri Ue responsabili della coesione e alle Regioni europee a intraprendere uno sforzo per riprogrammare i fondi per la coesione per far fronte alla crisi energetica è arrivata subito la replica, che rispedisce al mittente la richiesta. “I fondi di coesione non sono un bancomat”, ha risposto a Fitto la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto.
Il commissario Fitto aveva spiegato così la richiesta: “Invitiamo Stati membri e regioni a intraprendere uno sforzo di riprogrammazione con un focus mirato sull’energia”. E “l’obiettivo è chiaro: reindirizzare rapidamente le risorse disponibili della coesione, dal Fondo europeo di sviluppo regionale, dal Fondo di coesione e dal Fondo per la transizione giusta, verso investimenti che offrano un sollievo immediato a famiglie e imprese colpite dai prezzi elevati dell’energia”, si argomenta nella lettera inviata da Bruxelles.
“Sono fermamente convinto – dice il commissario italiano – che il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e il Fondo per una transizione giusta possano fornire un sostegno fondamentale per affrontare le sfide derivanti dai recenti sviluppi geopolitici”.
Qualche settimana fa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva scritto a Bruxelles per chiedere che le deroghe al Patto di stabilità già previste per la Difesa venissero estese anche al settore energia sotto pressione per la crisi in Medioriente con il conflitto Usa-Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz. Dopo settimane di trattative senza progressi il commissario Fitto, esponente di Fdi, lo stesso partito della premier, ha indicato agli Stati la possibilità di utilizzare i fondi di coesione.
Il commissario italiano è reduce da una rimodulazione volontaria dei programmi che ha liberato 35 miliardi di euro in tutta l’Ue, di cui 7 miliardi per l’Italia. L’idea è che proprio da lì potrebbero arrivare le risorse.
A seguito della revisione intermedia della politica di coesione, che ha portato alla ridistribuzione dei fondi a favore delle priorità strategiche dell’Ue, la Commissione europea ha esortato gli Stati membri e le regioni a intensificare l’uso delle opportunità finanziarie disponibili per sostenere le comunità e i territori più colpiti dalla crisi energetica.Bruxelles ha spiegato che gli Stati membri possono accelerare l’uso del Fondo per la transizione giusta ovunque sia possibile e necessario, attraverso varie misure, fra cui la creazione di nuovi strumenti finanziari, il finanziamento non collegato ai costi e altri adeguamenti dei programmi.
“La Commissione – viene detto nella lettera inviata da Fitto- è pronta a fornirvi il suo pieno sostegno per garantire che il Just Transition Fund apporti tutti i benefici possibili alla transizione equa, nonché a sfruttare appieno il potenziale dei fondi della politica di coesione per affrontare le sfide delineate nella comunicazione Accelerate Eu e per creare soluzioni per il settore dei fertilizzanti e le attività correlate con l’aiuto della politica di coesione, tenendo conto anche delle opportunità offerte agli Stati membri, in particolare, ma non solo, per i fertilizzanti, attraverso il ‘Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato relativo alla crisi in Medio Oriente’ recentemente adottato dalla Commissione per raggiungere questo obiettivo, siamo pronti a discutere e a prendere in considerazione con voi tutte le vostre proposte. Potete anche includere ulteriori revisioni degli attuali programmi di politica di coesione, e vi assicuro che, con il coinvolgimento dei nostri rispettivi team, le esamineremo insieme a voi in modo collaborativo e rapido”.
Ma la presidente del Comitato europeo delle Regioni non ci sta. E risponde su X: “La crisi energetica è reale. La soluzione proposta non lo è. Indicare i fondi di coesione come bancomat di emergenza, ancora una volta, trasforma la politica di investimento in un’aspirina politica: sollievo temporaneo, sotto investimento cronico… La parte migliore? Questi fondi sono già stati impegnati”. “La politica di coesione ha contribuito in modo determinante alla resilienza e alla sostenibilità energetica dell’Ue” consentendi “alle regioni di migliorare il proprio mix energetico e la propria efficienza”, sottolinea Tutto. Chiudendo con tono ironico:”la transizione giusta riposi in pace”.
