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Enorme debito di carbonio per le generazioni future

COTTBUS, GERMANY - APRIL 12: Exhaust plumes from cooling towers at the Jaenschwalde lignite coal-fired power station, which is owned by Vatenfall, April 12, 2007 at Jaenschwalde, Germany. Germany is planning the construction of 40 new coal-fired power plants, though officials claim the plants are based on technology that radically increases their efficiency. The Jaenschwalde power plant, built by the former East German government in the 1980s, emits 25 million tons of CO2 annually and is among the biggest single producers of CO2 emissions in Europe. (Photo by Sean Gallup/Getty Images)

La denuncia degli scienziati dell’International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) e dell’Università di Oxford

Con le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica (CO2) in aumento, le prossime generazioni saranno soggette a un enorme debito di carbonio. Quindi occorre agire immediatamente per stabilire la responsabilità legata al debito di carbonio e implementare politiche di gestione adeguate per far fronte alla minaccia inquinante.
E’ quanto sostengono gli scienziati dell’International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) e dell’Università di Oxford, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Nature per chiedere un’azione immediata in questo senso.
Se infatti le emissioni continueranno con il ritmo attuale, spiegano gli esperti, si genererà un ingente debito di carbonio che graverà sulle generazioni future. Gli impegni sottoscritti per azzerare le emissioni inquinanti presumono che una quota sostanziale del debito di carbonio dovrà essere compensata da emissioni nette negative a lungo termine.
“L’Unione europea ha deciso di spingere verso l’azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2050 – spiega Johannes Bednar, dell’IIASA – al momento siamo ancora in una fase di progettazione e manca qualunque tipo di discussione seria sugli strumenti per stabilire la responsabilità a lungo termine per la rimozione dell’anidride carbonica su larga scala”.
Per assicurare la fattibilità di una futura economia netta negativa del carbonio, gli autori sostengono che i fondi per il rimborso del debito di carbonio devono essere raccolti attraverso la modulazione del prezzo del carbonio.
Tuttavia le tasse sulla CO2 comportano il rischio che vengano raccolti fondi insufficienti nel breve termine attraverso prezzi fissati politicamente. Un sistema di scambio di quote di emissioni globali, sostengono gli autori, potrebbe rappresentare una soluzione percorribile.
“Gli obblighi di rimozione del carbonio alterano il modo in cui l’azzeramento delle emissioni viene percepito – osserva Fabian Wagner -, non possiamo sperare di implementare uno strumento ideale per il ripristino dell’atmosfera nell’ambito di un progetto 30nnale e lasciare alle prossime generazioni il debito di carbonio da sanare.
Dobbiamo intraprendere una serie di azioni da attuare nell’immediato. Questa strategia potrebbe portare a una distribuzione molto piu’ equa dei flussi finanziari e dei costi di gestione nel corso del tempo”. “Chiediamo un’azione immediata” conclude Michael Obersteiner, ricercatore senior dell’IIASA e direttore dell’Environmental Change Institute dell’Università di Oxford – per stabilire la responsabilità del debito di carbonio e l’attuazione degli obblighi di rimozione della CO2″.

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