di Simone Di Stefano (*)
Tutto pronto per l’esordio di Sal Da Vinci all’Eurovision Song Contest 2026 di Vienna. Il cantante partenopeo vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo sarà impegnato nella prima semifinale prevista martedì 12 maggio. Sal Da Vinci si esibirà fuori concorso, così come la Germania, già qualificate di diritto per la finale insieme all’Austria, Paese ospitante e campione in carica, Francia e Regno Unito che invece si esibiranno nella semifinale di giovedì 14 maggio. “Se penso alla vittoria? Sono qui per fare una bellissima performance, cantare bene la mia canzone e rappresentare il mio Paese. Certo, non posso dire che non sogno, io sogno. Ce la metterò tutta. Sarebbe un regalo per tutti: una vittoria non si ottiene da soli, c’è una squadra, tante anime attorno a un progetto. La Rai è un nome, chi la fa sono gli uomini, così come la Warner. Io credo negli esseri umani, se si vincerà lo si farà insieme. Io posso essere solo l’attaccante che può gonfiare la rete. Pensiamo a fare una bella figura, poi quello che sarà sarà, lo decide il cielo”, dice Sal Da Vinci, che intanto il suo primo successo all’Eurovision lo ha ottenuto. È primo infatti per streaming sulle piattaforme con la sua ‘Sarà per sempre sì’, ben 36 milioni di visualizzazioni. Sarà “una grande festa europea della musica”, si dice sicuro Williams Di Liberatore, direttore Intrattenimento Prime Time. “Ogni anno cerchiamo di rinnovarci e di dare freschezza rispetto al panorama musicale e anche la sua divulgazione. Quest’anno abbiamo tenuto il nostro pivot, Gabriele Corsi, affiancandogli Elettra Lamborghini, che mano a mano si sta consolidando con noi rispetto a una presenza costante”, aggiunge.
A tenere banco oltre la parte artistica, quella politica con le adesioni al boicottaggio per la partecipazione di Israele: “La posizione della Rai è partecipare ma anche fare moral suasion, sarebbe il caso di invitare un artista palestinese come ospite, per partecipazione e inclusione”. Lo dice il direttore Intrattenimento Prime Time della Rai, Williams Di Liberatore, alla presentazione della 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest. “Decide Orf, il broadcaster ospite. L’operazione di inclusione verso il broadcaster Orf è importante, spero che ne tengano veramente conto”, precisa Di Libreatore. Al quale fa eco lo stesso Sal in collegamento da Vienna: “Boicottare l’Eurovision? È una questione politica, la musica non c’entra niente, copre tutti i dolori del mondo. Io rispetto chi protesta, ci mancherebbe altro. Per quanto mi riguarda ho sempre visto la musica un bagno di pace, ha sempre portato unione. Quindi per me è inclusione, è un palcoscenico per l’eternità. Sono contento e felice di rappresentare il mio Paese, la musica non c’entra niente con la politica”. Al cantante vincitore di Sanremo si uniscono anche i presentatori: “Mi associo alle parole di Sal, poi aggiungo chapeau per chi decide di non partecipare per queste ragioni, perché rinuncia a un palcoscenico importante”, dice Elettra Lamborghini, che tra gli euro-fioretti ha confessato esserci anche questo: “Proverò a dire meno parolacce…”. Gabriele Corsi, ha aggiunto su Israele: “Il tema esiste, se ne è dibattuto da un po’ di anni, invidio molto chi ha solo certezze e non ha dubbi. Se stiamo tutti a casa il confronto e la critica non la puoi esprimere. Io ho un ruolo di ambassador Unicef, vado in zone di guerra rischiando, per portare aiuti. Ho fatto uno spot per Gaza con Unicef, ognuno risponde anche con quello che fa nella vita. Il mio ruolo è raccontare, se ci sarà dissenso lo faremo”.
Tre appuntamenti in diretta da Vienna con Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini alla conduzione italiana. Su Rai 2, il 12 e 14 maggio, su Rai 1 il 16 maggio. In simulcast su Rai Radio2 e in diretta streaming su RaiPlay e RaiPlay Sound.
La dimensione internazionale dell’evento sarà confermata dal pubblico in arrivo a Vienna. Sono stati venduti 95 mila biglietti con fan da 75 Paesi. Il 42 per cento dei biglietti è stato acquistato da pubblico internazionale e Vienna si prepara al più grande pubblico live dell’Eurovision degli ultimi anni, con arrivi anche da Stati Uniti, Australia, Canada, Brasile, Messico, Giappone, Sudafrica, Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Nuova Zelanda.
Durante la settimana la città diventerà un punto d’incontro anche fuori dalla Wiener Stadthalle, tra Eurovision Village a Rathausplatz, eventi culturali, fan zone, proiezioni pubbliche e iniziative diffuse in tutta la capitale austriaca.
La presenza italiana sarà però molto più ampia grazie ad artisti e storie legate al nostro Paese. In gara per San Marino ci sarà Senhit con ‘Superstar’: nata e cresciuta a Bologna da famiglia eritrea, già protagonista eurovisiva per il Titano, torna sul palco dell’Eurovision dopo aver vinto il San Marino Song Contest. A Vienna sarà accompagnata da Boy George, in una delle presenze più attese dell’edizione. Tra i legami italiani di Eurovision 2026 ci sono anche Sarah Engels, in gara per la Germania, con radici siciliane; Veronica Fusaro, svizzera di nascita ma italiana da parte di padre; e Leléka, rappresentante dell’Ucraina, che ha collaborato con il compositore italiano Stefano Lentini.
(*) La Presse
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