Cronaca

Famiglia bosco: da tribunale minori ok a ricongiungimento progressivo

Via libera a un ricongiungimento progressivo dei tre figli minori della coppia anglo-australiana Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. È quanto ha stabilito il Tribunale dei minori dell’Aquila, disponendo che “gli incontri protetti” avvengano “alternandoli tra lo spazio neutro e l’abitazione dei genitori, con facoltà di recarsi anche presso le pertinenze dell’originaria abitazione, in modo da consentire ai minori di vedere i loro animali” e che il servizio sociale “regolamenti i rapporti dapprima con rientri senza pernotto di maggior durata alla presenza dell’educatore e, dopo almeno un mese di regolare frequenza scolastica, valuti l’opportunità di rientri presso i genitori dei minori nel fine-settimana”.

Pillon, ancora lontani dal pieno ricongiungimento

“Il percorso giudiziario di questa famiglia pare ancora lontano dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare”. Lo dice Simone Pillon, difensore della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’ intervistato a Ore 11, su Retequattro, in merito alla decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ha sciolto la riserva sull’istanza per il rientro dei bambini in famiglia.

Presenteremo reclamo a Corte d’Appello l’Aquila

 

“La difesa presenterà reclamo alla Corte di Appello dell’Aquila”. A parlare è sempreLo Simone Pillon. La decisione prende spunto da alcune considerazioni del legale che sottolinea: “Con tutto il rispetto per il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, la difesa dei coniugi Birmingham-Trevallion non può esimersi dal rappresentare alcuni ulteriori aspetti che, a nostro avviso, meritano di essere corretti nel superiore interesse dei minori. In primo luogo, a causa del ritardo della decisione, è stato negato il diritto dei minori a trascorrere almeno qualche giorno di vacanza con mamma e papà. Si auspica che tali periodi siano presto recuperati. In secondo luogo – spiega – non sono stati presi in considerazione dai giudicanti i ripetuti richiami degli esperti della neuropsichiatria infantile, della difesa e della stessa consulente tecnica dell’ufficio in ordine alla necessità di un immediato e definitivo rientro in famiglia e al rischio per la salute dei minori causato dal permanere del collocamento extra-familiare. In terzo luogo, la eccessiva gradualità e l’incertezza sul ricongiungimento finale non sono giustificabili con la situazione familiare che non è affatto a rischio abusi e ha ampiamente risolto le criticità abitative e relazionali inizialmente contestate”.

Per bimbi da subito incontri nella casa di Palmoli

“Il programma prevede che da subito inizino gli incontri presso le due case di Palmoli, quindi sia la casa del comune sia la proprietà dove ci sono gli animali della piccola fattoria della famiglia. Entro un mese potranno iniziare i pernottamenti durante il fine settimana e alla fine di ottobre, il 30 di ottobre, ci sarà il termine per ulteriori memorie e lì poi ci sarà la decisione sull’eventuale rientro”. Lo dice Simone Pillon, difensore della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’ intervistato a Ore 11, su Retequattro. “Dal 30 di ottobre poi il tribunale si è riservato di decidere”, spiega il legale. “Gli incontri dovranno essere rimodulati e abbiamo già chiesto alla curatela e alla tutela una riunione che si svolgerà nel pomeriggio nella quale cercheremo di organizzare in accordo con tutore, curatore, servizio sociale e la neuropsichiatria infantile il modo migliore per gestire questa ordinanza che presenta anche aspetti pratici abbastanza difficoltosi per esempio il luogo di iscrizione della scuola”.

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