“Abbiamo fatto molti passi che ci erano stati richiesti, e altri di nostra spontanea volontà. Ci siamo trasferiti a vivere nella casa del Comune, abbiamo iniziato in questa settimana il percorso di sostegno alla genitorialità per essere pronti a sostenere i nostri figli, gli incontri protetti stanno andando bene. Credo che non ci si possa chiedere di più. Ora attendiamo risposte coerenti dalle istituzioni”. Così, intervistato dal ‘Messaggero’, Nathan Trevallion, padre della ‘famiglia nel bosco’. La sospensione della responsabilità genitoriale “è il trauma più significativo che abbiamo mai subito in vita mia”, aggiunge Trevallion, che ritiene che “le barriere culturali e linguistiche siano state un problema”.
