di Margherita Lopes (*)
Roma, 27 lug. (LaPresse) – Ne avevamo avuto sentore, dopo le ripetute e molto esplicite dichiarazioni del ministro della Salute, Orazio Schillaci. Ora il sempre ben informato ‘Quotidiano Sanità’ segnala “una significativa correzione di rotta sulla revisione del Prontuario farmaceutico nazionale”, all’indomani dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi “tra il ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario Marcello Gemmato, il presidente dell’Aifa Robert Giovanni Nisticò e i vertici di Farmindustria”. Sotto la lente, proprio il progetto elaborato dall’Agenzia italiana del farmaco per rivedere il Prontuario farmaceutico nazionale, che tanti mal di pancia aveva provocato nelle imprese. La strategia dei gruppi terapeutici omogenei, con la definizione di prezzi di riferimento, rischiava di pesare sulle aziende e sulle tasche dei cittadini. Compromettendo l’appropriatezza delle cure. Così la proposta di revisione, su cui lo stesso ministro Schillaci non aveva nascosto i suoi dubbi, sarebbe stata messa da parte. Il confronto avrebbe infatti evidenziato le numerose criticità di una riforma di questa portata. L’eventuale fissazione di prezzi di riferimento per intere classi terapeutiche avrebbe potuto comportare la necessità per il cittadino di sostenere la differenza di prezzo, qualora il farmaco prescritto risultasse più costoso rispetto al riferimento individuato. In genere, in effetti, i medicinali più efficaci non sono i più vecchi e meno costosi.
Le forti critiche espresse dalle aziende farmaceutiche in queste settimane e il rischio di penalizzare l’innovazione e un settore chiave per l’export italiano hanno di certo avuto il loro peso. Così, come riporta ‘Quotidiano Sanità’, starebbe prendendo forma una strategia decisamente più graduale. “L’obiettivo non sarebbe più una revisione complessiva del Prontuario, ma una ‘pulizia’ selettiva delle categorie terapeutiche considerate maggiormente suscettibili di razionalizzazione”. Un po’ l’approccio che aveva auspicato nei giorni scorsi su LaPresse Andrea Montagnani, presidente nazionale Fadoi (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti). Il primo intervento dovrebbe riguardare gli acidi grassi Omega-3. “Le stime che circolano parlano di un beneficio economico compreso tra 100 e 200 milioni di euro”. Parallelamente, il Governo e l’Aifa intenderebbero ottenere ulteriori margini di efficientamento attraverso nuove trattative sui farmaci già rimborsati, evitando interventi più drastici sul sistema. L’obiettivo di contenere la spesa farmaceutica resta, ma il percorso cambia. Parola d’ordine: limitare gli effetti sui pazienti. E, possibilmente, evitare in questo periodo di permacrisi un contrasto con le imprese del settore, che non avevano nascosto le loro preoccupazioni.
(*) La Presse
