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Figc: Malagò eleggibile a presidenza, c’è via libera dell’Anac

Tutto chiarito. A quattro giorni dal voto è arrivato il via libera dell’autorità anticorruzione per l’eleggibilità alla presidenza della Figc di Giovanni Malagò che si contenderà la carica lasciata dal dimissionario Gabriele Gravina, con Giancarlo Abete. Dopo l’ok sotto il profilo sportivo del Collegio di Garanzia del Coni la scorsa settimana, l’ex presidente del Comitato Olimpico Nazionale e della Fondazione Milano Cortina ha incassato il parere favorevole dell’Anac, il più atteso per il rischio di eventuali ricorsi, che ha spazzato via ogni dubbio sulla presunta ineleggibilità di Malagò per le norme sul ‘pantouflage’ nelle cariche apicali del sistema sportivo. Si andrà dunque al voto in piena legittimità, nella massima trasparenza e senza il rischio di possibili colpi di coda che non avrebbero fatto altro che rendere ancora più complessa la fase di ricostruzione dell’intero sistema calcio che ha bisogno di una accelerata immediata per rifondarsi.
“La decisione dell’Anac conferma esattamente quello che da subito ho sostenuto, e insieme a me tutte le persone le quali mi ero rivolto a chiedere giudizio, nessuna esclusa”, ha commentato a LaPresse Malagò, che si è sempre mostrato tranquillo sui ‘risultati’ e ha dunque superato senza intoppi i due scogli che gli si erano posti davanti. Il parere dell’Anac come del Collegio di Garanzia era stato richiesto dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, a seguito dell’interrogazione parlamentare presentata dal senatore della Lega, Roberto Marti, che chiedeva di fare chiarezza su una possibile incompatibilità di ruoli per Malagò, nel caso in cui passasse in meno di tre anni da guida del Coni a quella della Federcalcio, secondo la Legge Severino.
L’Anac cancella così ogni ombra e ogni dubbio e lo spiega in una nota diffusa nella quale si sottolinea che “la disposizione citata rinvia alla previsione contenuta nell’articolo 29-bis della legge n. 262/2005, la quale, letta in combinato disposto con la norma di rinvio, richiede che il rapporto avviato al termine dell’incarico presso l’organo collegiale rientri tra i ‘rapporti di collaborazione, di consulenza o di impiego'”. Nello specifico l’Anac spiega che “considerato il tenore letterale della disposizione gli incarichi di presidente o di membro di organi collegiali degli enti privati in destinazione non sono riconducibili ad alcuna delle suddette categorie. Ne consegue che, nel caso di specie, difetta uno dei presupposti di applicabilità della disciplina delle incompatibilità successive prevista dall’articolo 3, comma 3-bis, decreto-legge n. 25/2025, con ciò rendendo non necessario l’esame degli ulteriori presupposti richiesti dalla disposizione medesima”.
Si chiude così una fase di incertezza iniziata il 5 giugno scorso quando Abodi, dando impulso alla richiesta parlamentare, chiese una doppia verifica con l’obiettivo di acquisire ogni elemento utile a garantire certezza del diritto, trasparenza e tutela dell’integrità del sistema sportivo. “Con questo parere è stato raggiunto l’obiettivo comune di poter arrivare lunedì allo svolgimento delle elezioni della Figc contribuendo a garantirne la piena legittimità”, ha commentato Abodi che informerà il Parlamento dell’esito dell’istruttoria. Campo libero dunque per la sfida tra Malagò e Abete. Chi vincerà dovrà subito mettere mani al suo progetto di riforma. Non prima però di nominare il nuovo ct azzurro. Manovra che avverrà in pieno Mondiale, quello che l’Italia sta guardando per la terza volta consecutiva dalla poltrona.

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