La guerra di Putin

G7 deciderà sul conferimento dei beni russi sequestrati a Kiev, soluzione semplice ma rischiosa

Dopo l’invasione dell’Ucraina l’Unione Europea, il Canada, gli Stati Uniti e il Giappone hanno bloccato i beni russi in contanti e titoli per un importo di circa 300 miliardi di dollari. Di questi, circa 5-6 miliardi si trovano negli Stati Uniti, e la maggior parte  in Europa.

Una scelta, quella dello smobilizzo, che Washington pagherebbe ben poco.  Domenica 9 giugno Joe Bidenin Francia, per l’’80° anniversario dello sbarco alleato in Normandia, ha confermato decisamente l’accordo con Macron per la smobilitazione  questi beni a favore di Kiev, anche se non ne ha specificato i contenuti. Notizia successivamente confermata dall’agenzia Reuters.  Si noti che sino a qualche tempo fa Macron era riluttante rispetto a questa scelta, ma evidentemente ll’esito elettorale gli ha fatto cambiare idea.

All’inizio di giugno, il segretario al Tesoro americano Janet Yellenha parlato dell’idea di concedere a Kiev un prestito di 50 miliardi di dollari con successivo rimborso con i proventi delle attività russe. La Yellen ha riferito che i  paesi del G7 (Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Italia, Canada, Francia e Giappone) stanno discutendo di questa possibilità, anche se fino ad allora non era stata presa alcuna decisione.

Ma altre fonti fanno sapere Washington e i Paesi europei sono già vicini a un accordo che  sperano di raggiungere il  13 al 15 giugno.Mosca, da parte sua, promette di dare una risposta adeguata all’utilizzo delle sue risorse da parte dell’Occidente.

Il fatto che le nostre riserve auree e valutarie, parte dei fondi del Fondo nazionale di previdenza sociale, siano state bloccate, e ora si stanno tentando di sequestrare questi beni, il fatto che questo sia illegale e un furto…”ha dichiarato a il ministro delle Finanze Anton Siluanov.Che poi ha aggiunto “anche noi abbiamo esattamente la stessa opportunità di utilizzare le risorse dei paesi occidentali che rimangono in Russia. Questi includono attività finanziarie e attività del settore reale. Pertanto, abbiamo ripetutamente affermato che la risposta sarà assolutamente adeguata“. Ma poiché oggi in Occidente la politica ha, per così dire, completamente bandito dalla scena l’economia, nulla dovrebbe sorprendere. La legge internazionale  può essere interpretata in diversi modi e inventare quello che si vuole.

Sul tema dell’uso degli asset russi ”bisogna trovare la base giuridica” per usare gli interessi a garanzia di prestiti in favore dell’Ucraina. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a Stresa e si riferiva solo agli interessi . Ma precisava anche che ”Molto faticosamente si è trovato un compromesso, una base legale, per l’uso degli extra-profitti” degli asset russi ”di oggi, il problema è come trasferire questa base legale sui futuri proventi finanziari e costruire una sorta di garanzia per un prestito che a questo punto potrebbe essere dei paesi del G7′‘.Tuttavia  capacità della Russia di effettuare misure  ritorsive  è stata già erosa dalla diminuzione degli investimenti stranieri,anche se  funzionari e  economisti russi affermano che ci sono ancora modi per colpire..Ma dall’invasione le partecipazioni straniere in Russia sono diminuite di circa il 40% a 696 miliardi di dollari. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskovha detto nel fine settimana che c’è ancora molto denaro occidentale in Russia che potrebbe essere preso di mira dalle contromisure di Mosca. Inoltre  il Governo avrebbe già avviato azioni legali contro la confisca dei beni. L’agenzia di stato russa RIA  Novosty a gennaio riferiva che i beni delle aziende occidentali in Russia sequestrabili avrebbero un valore di 288 miliardi, dati al  gennaio 2022. La Reuters non è riuscita a determinare le cifre della  RIA, ma i dati della banca centrale mostravano allora 289 miliardi di dollari in derivati e altri investimenti stranieri. Questa cifra era scesa a 215 miliardi di dollari alla fine del 2023,mentre la stessa RIA affermava che Cipro e i Paesi Bassi, rispettivamente, rappresentavano 98,3 miliardi e 50,1 miliardi di dollari di tali attività. Mosca ha già costretto le aziende straniere che vendono beni in Russia a farlo con sconti di almeno il 50%e ha posto altri beni occidentali sotto la sua gestionetemporanea, mentre  le  aziende occidentali hanno riconosciuto perdite per un totale di 107 miliardi di dollari, una somma significativa che va oltre il valore degli asset fisici acquistati a prezzo di saldo. Alcuni politici del blocco occidentale temono che l’euro potrebbe essere influenzato negativamente se altri Paesi, come la Cina– alleato della Russia – iniziassero a rimpatriare le riserve, come precauzione per evitare di subire un’ulteriore ondata. Ma mentre i legami con l’Occidente sono ormai  sfilacciati, la Russia ha utilizzato un surplus delle partite correnti di quasi 300 miliardi di dollari nel 2022-23 per accumulare beni all’estero– probabilmente grazie alle cosiddette giurisdizioni amiche che non si oppongono apertamente alla guerra in Ucraina. Gli sforzi di Mosca per ridurre la sua integrazione nei sistemi finanziari occidentali, dopo l’annessione della Crimea nel 2014, hanno ridotto la dipendenza dal denaro straniero e in occidente si ritiene che se l’obiettivo è la ritorsione, con  una quantità minore di beni occidentali  da sequestrare da parte russa, la minaccia è meno efficace. Ma sarà davvero così oppure si dà l’avvio a una guerra economica e finanziaria globale dagli esiti imprevedibili?

Balthazar

aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 13.44

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