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Gaza, famiglie ostaggi, Netanyahu arretra da proposta tregua Usa. Israele verso lo sciopero generale

Il Forum delle famiglie degli ostaggi israeliani critica Benjamin Netanyahu per le sue dichiarazioni di ieri all’emittente Channel 14 su un accordo per il cessate il fuoco, accusandolo di ritirare il suo sostegno alla proposta di tregua avanzata dagli Stati Uniti. “Condanniamo fermamente la dichiarazione del primo ministro in cui si è ritirato dalla proposta israeliana. Ciò significa che abbandona 120 ostaggi e danneggia il dovere morale dello Stato di Israele nei confronti dei suoi cittadini”, afferma il gruppo in una nota citata dai media locali. Da parte sua Hamas ha rilasciato una dichiarazione in cui descrive le recenti osservazioni di Netanyahu come dimostrazione che il premier israeliano vuole solo un “accordo parziale dopo il quale la guerra riprenderebbe” nella Striscia di Gaza e non la proposta che l’amministrazione Biden “ha cercato di vendere”.  Poi le proteste in Israele. I manifestanti antigovernativi in Israele hanno bloccato questa mattina il traffico sull’autostrada 2, vicino a Tel Aviv, come parte di una protesta finalizzata a chiedere le dimissioni del primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo scrive il Times of Israel aggiungendo che i manifestanti hanno chiesto che giovedì si arrivi a uno sciopero generale in tutta Israele in modo da esercitare maggiore pressione sul governo. ”Mentre gli ostaggi vengono abbandonati a Gaza, il nord sta bruciando e un’altra guerra minaccia di scoppiare, il governo sta trascurando tutte le nostre vite”, hanno detto i manifestanti in una nota. ”Questa è una situazione di emergenza. E’ chiaro che Netanyahu non è né adatto, né degno” a guidare il Paese, aggiungono.

aggiornamento la crisi mediorientale ore 11.08

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