Esteri

Germania “la svolta epocale” di Berlino non convince Usa e paesi europei

di Giuliano Longo

Alcuni giorni dopo l’invasione dell’Ucraina, il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato importanti cambiamenti nella politica energetica e di difesa tedesca, segnalando un profondo cambiamento nel modo in cui la più grande economia europea vede il proprio ruolo nel mondo. La politica, soprannominata Zeitenwende (Svolta epocale), era un rimprovero diretto al precedente approccio di Berlino nei confronti della Russia.

Tuttavia, Zeitenwende rischia di deragliare poiché i vicini della Germania stanno perdendo fiducia in Berlino e il viaggio di Scholz a Pechino ha sollevato preoccupazioni in Europa e a Washington.

Ogni speranza iniziale che la Germania assumesse un ruolo di leadership in Europa sembra svanire, e questo rappresenta un problema per gli Stati Uniti.

L’attuale livello di di coinvolgimento USA nel conflitto per l’Europa non è sostenibile e la Germania è la chiave per una geopolitica  più autosufficiente del Continente.

Il viaggio del cancelliere tedesco a Pechino ha suggerito ad alcuni alleati che Berlino darà la priorità all’interesse economico anche se le sue scelte andranno in contrasto con i suoi alleati esponendo la Germania alla coercizione economica da parte di potenze esterne.

La visita in Cina ha coinciso con una continua recessione economica in Europa aumentando le preoccupazioni europee sul fatto che Berlino stia agendo ne proprio interesse.

Il presidente francese Emmanuel Macron recentemente ha avvertito che la Germania si stava “isolando” sulla crisi energetica, e Berlino e Parigi hanno rinviato una riunione di gabinetto programmata a causa di disaccordi su energia e difesa.

Le relazioni della Germania con la Polonia sono tese, come dimostra la richiesta di Varsavia di 1.300 miliardi di euro in risarcimenti per i crimini di guerra nazisti nella seconda guerra mondiale.

Sul fronte economico, la determinazione di Berlino a perseguire una relazione commerciale con Pechino sta diventando sempre più controversa. Il cancelliere Scholz ha consentito investimenti cinesi nel porto di Amburgo prima del suo primo viaggio in Cina contro il parere esplicito di diversi ministeri federali mentre  i suoi partner della coalizione verde e liberale, adottano un approccio molto più aggressivo nei confronti della Cina, rispetto alla cancelleria guidata dall’SPD.

La preoccupazione europea per la politica economica tedesca si estende anche ai mercati energetici. Berlino ha compiuto uno sforzo serio per svezzarsi dalle importazioni energetiche russe, ma per mitigare le ripercussioni sui propri cittadini  ha fatto affidamento su un sussidio di 200 miliardi di euro per mantenere bassi i prezzi interni dell’energia, scelta che secondo alcuni Paesi della UE,  distorcerebbe la concorrenza nel mercato unico e minerebbe la solidarietà europea.

Berlino ha anche esitato a intensificare le consegne di armi pesanti all’Ucraina affermando che non vuole essere il primo paese a fornire carri armati occidentali, mentre  la Cancelleria è molto cauta nei confronti dell’escalation contro la Russia, cercando di calibrare le sue consegne di armi a Kiev.

Anche l’investimento della Germania nella propria difesa è diventato motivo di preoccupazione all’interno del Paese e tra i suoi alleati. La promessa della Germania di utilizzare un fondo speciale di 100 miliardi di euro per aumentare la sua spesa per la difesa fino all’obiettivo del 2% del bilancio NATO, sta rapidamente perdendo il suo splendore.

Anche se 100 miliardi di euro sono circa il doppio di quanto la Germania prevedeva di spendere annualmente, è probabile che il denaro non sarà sufficiente per intraprendere la necessaria modernizzazione ed espansione delle forze armate tedesche.

Quando Berlino propone uno “scudo spaziale europeo” intende acquisire sistemi di difesa aerea e missilistica da Germania, Israele e Stati Uniti, ma altri osteggiano la proposta. Ad esempio la Francia si lamenta di non essere stata consultata sulla iniziativa e anche la Polonia non ha aderito all’iniziativa di Berlino.

L’amministrazione Biden è stata molto attenta a evitare disaccordi pubblici con gli alleati europei e a non esercitare pressioni pubbliche sulla Germania, ma   il divario tra Europa e Stati Uniti nel sostegno all’Ucraina sta crescendo. Un recente rapporto proposto indica che gli Stati Uniti, a partire da ottobre, stanno impegnando quasi il doppio per l’Ucraina rispetto alle istituzioni dell’Unione Europea e ai suoi Stati membri.

Per di più  Berlino sta attualmente lavorando a una nuova strategia nei confronti di  Pechino, mentre la posizione congiunta dell’UE sulla Cina è tutta parole, niente azioni, Washington vorrebbe che tutti i paesi europei agissero in blocco con gli USA per avere più potere negoziale.

In apparenza tutti uniti contro Putin, ma le contraddizioni emergenti fra i vari paesi dell’Occidente cominciano a mordere.

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