“Non abbiamo più test da fare né su campioni biologici né su alimenti”. Così Carlo Locatelli, direttore del Centro antiveleni Maugeri di Pavia, in merito agli accertamenti tossicologici sul caso di Pietracatella, dove a fine dicembre sono morte Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, 15 anni.
Il riferimento è agli esami già eseguiti sui campioni biologici delle vittime e sugli alimenti sequestrati, i cui esiti sono stati trasmessi alla Procura di Larino. Secondo quanto emerge, al momento non risultano nuovi incarichi per ulteriori analisi né richieste di approfondimenti su ulteriori matrici. Nella giornata di ieri la procuratrice della Repubblica di Larino, Elvira Antonelli, e il capo della Squadra Mobile di Campobasso, Marco Graziano, si sono recati a Pavia per un confronto diretto con il consulente tossicologo, finalizzato ad approfondire alcuni aspetti tecnici emersi dalla relazione, in particolare il comportamento della ricina e la lettura dei risultati alla luce del decorso clinico. “L’incontro ha avuto la finalità di discutere il caso di persona”, ha spiegato la stessa Antonelli, sottolineando che “si continua a lavorare in attesa del deposito della relazione autoptica”. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Larino, procede per duplice omicidio volontario a carico di ignoti e per omicidio colposo nei confronti di cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.
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