Nessun collegamento tra la cosiddetta ‘pista delle ragazze scomparse’ e le sparizioni di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi. È quanto emerge da una relazione votata oggi all’unanimità dalla commissione parlamentare di inchiesta sui casi delle due ragazze. “La cosiddetta ‘pista’ delle ragazze scomparse, che fa riferimento ad un elenco di 177 casi verificatisi a cavallo dell’estate del 1982 e di quella del 1983, non ha prodotto riscontri utili a sostenere l’esistenza di un’azione criminosa unitaria finalizzata alla sottrazione dal proprio ambito familiare di minorenni e non a Roma”, spiega il deputato del Partito democratico e vicepresidente della commissione Roberto Morassut. “Nessuno scomparve, in realtà. Pur tuttavia – aggiunge – va rilevato che nella comprovata assenza delle 177 sparizioni albergano casi di ‘allontanamento volontario’ o anche presumibilmente forzato che si sono conclusi (quasi tutti tra agosto e settembre 83) senza scomparsa e le cui motivazioni restano ignote. Tali casi, evidenziati nelle tabelle allegate al documento, privi di spiegazioni, lasciano vive alcune riflessioni sulla possibilità che tale fenomeno criminoso esistesse pur senza giungere alle sue estreme conclusioni”. “Credo che, nella ricostruzione completa delle vicende in esame da parte della Commissione, sia stato giusto segnalarle nella Relazione, benché il loro significato risulti in un certo senso ridimensionato rispetto alle iniziali ipotesi di lavoro e di indagine”, conclude Morassut.
