di Balthazar
Il 20 luglio si sono tenute in Giappone le elezioni per la camera alta E la Camera dei Consiglieri. Il voto si è rivelato una sfida per il partito conservatore al governo, il Partito Liberal Democratico (LDP), penalizzato dal carovita, scanali e dai dazi imposti da Trump.
La coalizione di governo, composta dal LDP e dal suo alleato minore, Kōmeitō, ha persola maggioranza alla Camera. Mentre il Partito Democratico Costituzionale di centro-sinistra ha mantenuto la posizione di maggiore gruppo di opposizione, ma il vero successo elettorale è stato quello di Sanseitō, partito populista ultranazionalista (nella foto Sohei Kamiya, fondatore del gruppo Sanseito).
Sanseitō ha puntato sulla Immigrazione come tema centrale della sua campagna elettorale, con lo slogan “Prima i giapponesi”. Il partito ha ottenuto 14 seggi su 248 alla Camera, un balzo sostanziale rispetto all’unico seggio ottenuto alle ultime elezioni del 2022.
Il partito dei “comuni cittadini giapponesi uniti dalla stessa mentalità” è stato fondato nel 2020 da Sōhei Kamiya, un politico conservatore, consigliere comunale a Suita, una città nella prefettura di Osaka, prima di essere eletto alla Camera.
Contrario al vaccini Covid, ha condotto la sua campagna elettorale su un programma anti-stranieri e anti-immigrazione. Il partito, che ora detiene anche 3 seggi i nella potente Camera bassa, ha rapidamente guadagnato seggi alle elezioni regionali e nazionali vincendo anche 3 seggi solo nella prefettura di Tokyo nel giugno 2025.
“Anti-globalista”, ha esortato i propri elettori a sentirsi orgogliosi della propria etnia e cultura e i sondaggi indicano che il partito è popolare tra i maschi giovani tra i 18 e i 30 anni.
Durante l’ultima campagna elettorale, Kamiya ha diffuso teorie cospirazioniste e disinformazione di estrema destra. Tra queste quella che la pandemia fosse stata causata dalle multinazionali, mentre gli stranieri in massa commettono crimini ed eludono l’imposta di successione. Messaggi amplificati dai social media.
Una linea che ormai va unificando l’onda globale di tutti i populismi di destra dall’ Europa al Nord America.
Lo stesso Kamiya ha espresso sotegno al Partito Repubblicano negli Stati Uniti, a Reform nel Regno Unito, ad Alternativ für Deutschland in Germania e al Rassemblement National in Francia.
Facendo eco agli altri leader populisti di destra,h a promesso tagli alle tasse, vantaggi per le industrie nazionali, regolamentazione degli stranieri e un’educazione patriottica.
Sebbene Sanseitō cavalchi l’onda globale del populismo di destra, ha anche radici profondamente giapponesi. Dopo la sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, si sviluppò una distinta corrente di destra, che difendeva i “valori tradizionali” e glorificava il passato imperiale del Giappone.
Le tensioni sono esplose periodicamente su questioni come l’insegnamento della Storia e le visite tradizionali al Santuario di Yasukuni dove vengono commemorati coloro che sono morti al servizio del Giappone. Inclusi i leader militari condannati per crimini di guerra.
Sono sorte controversie anche sulla commemorazione delle cosiddette “donne di conforto”, costrette alla schiavitù sessuale dalle forze giapponesi prima e durante la guerra.
Sanseitō rappresenta quindi una nuova generazione del conservatorismo giapponese e non una semplice emulazione di leader populisti stranieri.
L’ascesa di questo partito potrebbe avere un’influenza cruciale sul panorama politico giapponese. Sebbene il primo ministro, Shigeru Ishiba, abbia dichiarato che non si dimetterà , la sua coalizione di governo ha ormai perso il controllo di entrambe le Camere. Quindi Ishiba potrebbe dover cercare il sostegno di altri partiti per mantenere la sua leadership.
Deve anche rispondere alle questioni sollevate da Sanseitō. I politici del PLD sono ora consapevoli delle preoccupazioni dell’opinione pubblica riguardo all’immigrazione, al turismo eccessivo e all’integrazione culturale.
Cercando di cooptare alcune delle proposte di Sanseitō, il governo ha già posto limiti alla guida per i turisti stranieri e ha istituito una nuova agenzia governativa per affrontare le preoccupazioni relative ai cittadini non giapponesi, impegnandosi a ridurre a zero l’immigrazione illegale.
Ma il governo si trova anche ad affrontare sfide economiche e demografiche complesse, come i dazi statunitensi, il rapido invecchiamento e un calo demografico con un tasso di natalità ai minimi storici. Il che non gli consente di ridurre drasticamente l’immigrazione nonostante la ormai diffusa ostilità popolare nei loro confronti.
Se a questa situazione si aggiunge un possibile rallentamento della economia anche grazie ai dazi imposti da Trump, nonostante le simpatie espresse da Kameiyo, il rischio di una crisi politica rimane immanente.
