di Balthazar
Il Primo Ministro italiano si trova di fronte a una scelta: rieleggere il Presidente della Commissione e continuare a ricoprire un ruolo rilevante a Bruxelles, oppure accendere la scintilla tra i suoi sostenitori euroscettici in patria, in primis l’esuberante Salvini.
Sarà il voto al Parlamento europeoche determinerà se Ursula von der Leyen otterrà il secondo mandato da presidente della Commissione europea che desidera ardentemente, ma chiarirà anche quale sarà l’indirizzo europeista del Governo italiano.
Il voto per ratificare la riconferma di von der Leyen a capo dell’esecutivo dell’UE arriva dopo che i leader europei l’hanno nominata per un altro mandato di cinque anni, dopo mesi di trattative segrete, dalle quali Giorgia è stata esclusa.
L’accordo segreto è stato stipulato tra Emmanuel Macron, i conservatori centristi di von der Leyen e i socialisti del cancelliere tedesco Olaf Scholz e del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez.
Un accordo che ha fortemente irritato la nostra presidente del Consiglio creando un problema alla stessa von der Leyen, che pur godendo del sostegno da parte di conservatori, liberali, verdi e socialisti , rischia sul voto segreto degli eurodeputati, che per il 15% stimato potrebbero non votarlaindipendentemente dalla alleanza concordata. votarla anche nella stessa area della sua alleanza concordata. .
Ed è qui che Meloni potrebbe dare il suo contributo come presidente del gruppo dei conservatori e riformisti europei di destra, i cui 78 voti potrebbero rivelarsi decisivi per il destino di von der Leyen che ha parlato di u n’’“ora intensa” di colloqui con quel gruppo.
Quindi Il voto di giovedì pone Giorgia Meloni a un bivio:accettare l’opportunità di far parte della maggioranza che esprime sostegno alla leader della Commissione, o rimanerne fuori. Che non è proprio nelle sue intenzioni avendo già indicato Raffaele Fitto per un ruolo importante nella commissione che comunque spetterebbe a un Paese fondatore come il nostro.
A Bruxelles ritengono che non esiste un piano B se von der Leyen non venisse confermata nel suo ruolo. Se giovedì non dovesse raggiungere i 361 voti di cui ha bisogno nel Parlamento che ne conta 720 seggi, la politica dell’UE verrebbe gettata nel caose nella confusione, in un momento estremamente delicato.
Se invece Giorgia Meloni appoggerà la candidatura di von der Leyen, consoliderà la sua immagine di voce moderata mainstream negli affari europei, evitando al suo partito e all’Italia una immeritata marginalizzazione. .
Non sarà facile per lei la scelta tra il suo camaleontico pragmatismo e le sue convinzioni politiche sposate per anni prima di arrivare a Palazzo Chigi avvallando, di fatto ,il patto segreto che lei e i suoi compagni euroscettici hanno condannando.
Sebbene Meloni rimanga molto popolare in patria, la politica italiana è notoriamente volubile e litigiosa. Matteo Salvini ha fatto dell’opposizione al secondo mandato di von der Leyen un pilastro della sua politica estera.
Ma nonostante la pressione politica dell’estrema destra in Italia, ci sono buone ragioni per cui Meloni potrebbe decidere che è nel suo interesse politico interno sostenere von der Leyen. La principale tra queste è la posizione economica dell’Italia perennemente pericolosa.
Ursula è stata una partner affidabile per Giorgia approvando la conformità dell’Italia al piano di ripresa economica post-pandemia dell’UE e il rilascio tempestivo dei fondi.
Ma dopo che le elezioni del Parlamento europeo hanno registrato una forte presenza dei partiti di estrema destra, i costi dei prestiti italiani sono aumentati l’Italia perché gli investitori hanno pensato che le politiche di solidarietà dell’UE avrebbero avuto meno probabilità di continuare. ,
Von der Leyen si è dimostrata flessibile anche su questioni importanti per il partito di Meloni, come la lotta all’immigrazione, la difesa degli interessi agricoli e l’attenuazione della politica sul clima.
Quando Ursula ha incontrato i parlamentari europei dell’ECR martedì, hanno accolto con favore queste aperture, ma hanno chiesto un radicale cambio di passosulle politiche climatiche del Green Deal”, sulle politiche agricole e sollecitato nuovi accordi con i paesi africani da cui partono i migranti. Mentre Meloni cercherà anche la massima flessibilità su come le regole del debito europeo vengono interpretate per l’Italia.
Ciò significa un portafoglio importante per il commissario italiano, forse un ruolo nella distribuzione dei fondi, così come la carica di vicepresidente o vicepresidente esecutivo nella Commissione.
Se von der Leyen vincesse con una larga maggioranza, sarebbe ovvio che Meloni l’ha salvata . In quel caso non potrà che ricorrere a una difesa preparata in anticipo: anziché agire nell’interesse del suo partito, stava lavorando per ottenere “il massimo risultato per l’Italia”.
Resta da vedere cosa ne penseranno Verdi e socialisti europei, ma siamo convinti che abbozzeranno.
aggiornamento Commissione Ue ore 14.33
