di Viola Scipioni
Camicetta rosa, pantaloni neri: Giorgia Meloni ha scelto i colori simbolo delle Blackpink per la sua serata all’ippodromo La Maura di Milano. La Presidente del Consiglio, nota per le sue posizioni politiche spesso radicate in un conservatorismo d’antan, ha preso posto nella zona vip, accompagnata dalla figlia Ginevra, 9 anni, fan dichiarata di uno dei gruppi kpop più famosi al mondo.
L’evento era l’unica tappa italiana del tour mondiale delle Blackpink e ha attirato migliaia di fan da tutta la penisola e non solo. Numeri da capogiro: 98 milioni di iscritti su YouTube e un seguito planetario che trasforma ogni loro concerto in un fenomeno di costume. Tra lightstick rosa, cori urlati in coreano e outfit scintillanti, la premier si è ritrovata immersa in un mondo musicale e visivo che, almeno sulla carta, sembrerebbe lontanissimo dal suo immaginario politico.
Ed è proprio qui che sta la curiosità. Negli anni passati, una leader con il suo profilo, attenta a ribadire valori tradizionali, diffidente verso le mode globalizzate e incline a difendere le radici culturali italiane, difficilmente avrebbe scelto di passare una serata a un concerto di una girl band coreana. È la dimostrazione di come anche le convinzioni più ferree possano lasciare spazio a un gesto semplice: accompagnare una figlia felice a vedere le sue beniamine.
C’è, però, chi legge la serata milanese come un segnale più strategico che spontaneo. Meloni, negli ultimi mesi, sembra impegnata in una revisione del suo registro comunicativo: meno rigidità, più aperture simboliche verso mondi culturali e giovanili. Una madre che balla al ritmo di “How You Like That” non è soltanto un genitore che asseconda la passione della figlia: è anche una leader che mostra un lato più morbido e accessibile, pronto a entrare in sintonia con un elettorato giovane e femminile, in vista delle elezioni del 2027.
Tra il pubblico vip c’erano anche Michelle Hunziker con le figlie Sole e Celeste, a testimoniare che il concerto delle Blackpink è ormai un evento trasversale, capace di unire generazioni e mondi diversi. Meloni, seduta nella sua area riservata, ha potuto vivere la serata senza discorsi ufficiali, senza bandiere, senza telecamere istituzionali. Solo musica, cori e un po’ di libertà.
Rosa e nero, madre e premier, conservatrice e pop: a Milano Giorgia Meloni ha indossato tutti questi ruoli contemporaneamente. Un’immagine che resta impressa non tanto per la moda kpop, ma per la consapevolezza che anche chi governa può, ogni tanto, rompere il proprio schema. Sicuramente è per amore dei figli, ma magari anche per amore del consenso.
Nella foto il gruppo delle Blackpink
