Economia e Lavoro

Giornata nazionale per la sicurezza nei cantieri, primato di infortuni

di Wladymiro Wysocki (*)

Siamo giunti al quindicesimo anno della Giornata Nazionale per la Sicurezza nei Cantieri, una ricorrenza volta alla riflessione di un settore che detiene il triste primato degli infortuni.

Dai recenti dati Inail degli open data, fino alla fine di marzo, il settore delle costruzioni registra 7.525 casi e nel solo mese di Marzo 2.219, con esito mortale 21 e 4 nel solo mese di marzo.

Numeri che sono ampiamente superati dai drammi che hanno macchiato di sangue il mese di Aprile e il mese di Maggio.

Sabato 10 Maggio a Firenze perde la vita un lavoratore di 46 di origine albanese durante i lavori di ristrutturazione di uno edificio, il quale stava lavorando su una scala e con un volo di circa tre metri non lascia scampo ad altra sorte.

Cosa possiamo fare in più per fermare le morti sul lavoro?

Questa è la domanda di riflessione degli eventi della Giornata Nazionale per la sicurezza nei cantieri, una domanda che forse indirettamente la risposta è più che nota.

Ogni santo giorno nel settore delle costruzioni si verificano incidenti di ogni genere e la necessità di un cambio deciso di rotta non è un optional ma un obbligo, un diritto nel rispetto della persona e della vita umana.

Cadute dall’alto, folgorazione, caduta di materiali dall’alto, caduta dal ponteggio, ribaltamento di macchinari, seppellimento, amputazioni, crollo di strutture, malattie professionali e la lista potrebbe continuare in abbondanza.

Sono tutte le situazioni che costantemente ogni giorno si verificano nei cantieri e ai quali ancora non riusciamo a porre rimedio.

Ormai la patente a crediti è una realtà più che definita, anche se rimasta incagliata perché in attesa di capire quando si avvieranno le procedure di acquisizione dei crediti ulteriori,  eppure la sua efficacia è evidente che non è stata quella tanto auspicata, anzi, la situazione è rimasta totalmente invariata se non dire anche con qualche incremento per via di una diversa distribuzione della forza lavoro e di nuove costituzioni di partite iva per raggirare alcuni aspetti necessari per la richiesta della patente a crediti.

Eppure nei cantieri abbiamo figure ben definite dalla normativa, forse di tutto il testo unico della sicurezza (D. Lgs. 81/08 e s.m.i) è la parte con maggiore chiarezza all’interno del titolo IV.

Committenza, ditta affidataria, direttore lavori, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzioni, capo cantiere, preposto figure con funzioni ben definite atte alla vigilanza, al coordinamento, alla garanzia e alla tutela delle maestranze nell’esecuzione delle attività che vengono messe in essere.

Eppure il settore delle costruzioni, o meglio dire, dei cantieri temporanei o mobili detiene costantemente il triste primato per incidenti sul lavoro.

Vista la domanda della giornata, cosa possiamo fare in più per fermare le morti sul lavoro mi verrebbe in automatico rispondere, cosa stanno facendo di concreto queste figure.

Non dobbiamo nasconderci dietro a un foratino, per restare in tema di edilizia, che in molti cantieri il coordinatore è quasi una figura astratta, al massimo un nome del Piano Sicurezza e Coordinamento (PSC) documento spesso e volentieri refuso di refusi se siamo fortunati, piuttosto a un Piano Operativo di Sicurezza (POS) delle ditte che poco calza con le attività di cantiere e tranquillamente applicabile per qualsiasi contesto.

Capo cantieri che gestiscono più cantieri e non danno una continuità di vigilanza delle lavorazioni, così come maestranze spostate da un cantiere all’altro o prestate da una ditta all’altra.

Maestranze che non hanno alcuna specializzazione delle lavorazioni, il giorno prima erano dipendenti di un fornaio e poi si trovano catapultati a carpentieri, a imbianchino, intonacatore, muratore o peggio ancora alla conduzione di qualche mezzo.

E allora cosa si può fare? Cominciamo con il rispetto delle regole e la loro applicazione.

Per chi ha una attività edile o per chi esercita la figura del tecnico coordinatore dei cantieri sa perfettamente di cosa sto parlando.

La verifica documentale è una fortuna reperirla prima delle attività e spesso ci si trova con maestranze e ditte che si presentano prima del sorgere del sole avviando la qualunque lavorazione senza una verifica, un coordinamento tra imprese.

Lavoratori che si trovano a eseguire lavorazione che non sanno neppure da chi vengono pagati ma buttati a eseguire ordini di lavorazioni che vanno dalla semplice manovalanza al getto di un solaio, alla muratura, alla demolizione e via discorrendo.

Spesso senza una formazione.

Il cantiere è una delle attività lavorative che forse hanno una evoluzione e variazione quasi giornaliera, pianificare le lavorazioni con tempi e imprese definite a monte è quasi sempre contraddetto a pochi giorni dall’inizio dei lavori.

Per tornare alla domanda allora cosa serve?

Dobbiamo capire che nel settore dell’edilizia il cantiere non può essere lasciato all’autogestione o a una gestione occasionale ma deve essere seguito nel quotidiano passo dopo passo nella sua evoluzione affrontando le mille problematiche che si presentano.

“Quando costruisci una casa, devi fare anche un parapetto intorno al tetto, così che, se qualcuno cadesse di sotto, tu non faccia ricadere sulla tua casa la colpa del sangue versato”, così recita il libro del Deuteronomio della Sacra Bibbia.

Se tra gli ispettori del lavoro, oggi figurano coloro che provengono da studi teologici possiamo capire quale sia la sola unica speranza per un cambio di rotta.

Non resta che affidarci alla Divina Provvidenza.

 

(*) Esperto di sicurezza sul lavoro

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