Negli ultimi mesi “abbiamo assistito a un vero e proprio linciaggio mediatico dei giudici che si sono occupati” delle vicende giudiziarie più sensibili “con tanto di foto e minacce di morte. Fermatevi prima che sia troppo tardi”. Così il presidente dell’Anm Giuseppe Tango, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale dell’Associazione a Roma. “Crediamo nel valore del confronto, nell’importanza del dialogo con le istituzioni. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, per questo inviteremo la presidente del Consiglio al congresso, perché è giusto parlarsi nel rispetto reciproco. Anche parlando delle cose che non vanno. Con serietà. Serve però una volontà comune di farlo”, aggiunge Tango riferendosi al 37esimo congresso dell’Anm che si svolgerà dal 27 al 29 novembre a Napoli. Tornando a parlare degli attacchi alle toghe, il presidente ha osservato che “è ormai prassi costante che ogni volta che viene emessa una decisione non gradita, anziché limitarsi a – legittimamente e, se si ritiene, anche duramente – criticarla, magari con argomentazioni giuridiche”, si “biasima una magistratura che ostacola l’azione di governo, anzi che ‘delegittima il governo’ – perché anche questo abbiamo sentito – si dispone l’invio degli ispettori che, lo sappiamo tutti, non hanno voce in capitolo sul merito delle valutazioni giudiziarie, ma che – se così utilizzati – si possono agevolmente tradurre in uno strumento di indebita pressione”. Questo “è accaduto con le sentenze nel settore dell’immigrazione, salvo poi sentire dire dall’Europa che i giudici italiani avevano ben applicato la legge; è accaduto con la vicenda della ‘Famiglia nel bosco’, salvo poi chiudersi l’intervento degli ispettori con una archiviazione; è accaduto in questi mesi estivi con la sentenza Roggero ed il procedimento di Torino e qualche giorno fa di Roma. Ma queste continue condotte di delegittimazione di un’istituzione nei confronti di un’altra hanno un terribile prezzo da pagare: la perdita di fiducia dei cittadini nei confronti non solo e non tanto nella magistratura e nei magistrati, ma nel sistema giustizia”, conclude Tango.
