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Giustizia, eppur si muove! Così dicono…

di Alessio Russo (*)

 

Martedì 10 giugno presso la sala della Lupa alle ore 16,00 della Camera dei Deputati si è svolta un’incredibile riunione sul tema: “Digitalizzazione e relazioni con gli utenti – misure alternative al processo, tra mediazione e giustizia riparativa” indetta dall’On. Fabio Rampelli (nella foto) e moderata dall’Avv. Antonio Ferdinando De Simone.

Molti gli intervenuti in rappresentanza di un po’ tutte le categorie professionali interessate al pianeta giustizia: magistrati, avvocati, psicologi, curatori, commercialisti e pensate addirittura la cenerentola del pianeta giustizia (la definizione è dell’Avv. Marazzitta) il consulente tecnico e perito rappresentato dal Collegio Periti Italiani.

Da quando è stata tolta la preferenza per le elezioni in molti, si sono sempre lamentati della mancanza di incontri tra politici e la base. Non poteva essere che l’On. Rampelli a interrompere questa nefasta abitudine che dimostra la sua sensibilità politica e la bravura nel scegliere i suoi collaboratori in questo caso dell’Avv. Antonio Ferdinando De Simone.

Dopo i giusti elogi passerei alle critiche costruttive ma essendo il primo incontro sarebbe delittuoso farne. Potrebbe, invece, essere utile evidenziare i timori che ci vengono da altre precedenti, poche, occasione negli ultimi quaranta anni. E’ sì l’età dello scrivente è quella che è.

Il primo pericolo, sempre constatato in passato, che gli intervenuti a parlare preparano sempre delle dotte e mirabolanti proposte di riforme rivoluzionarie dimenticandosi che siamo pur sempre in Italia dove poco funziona e poco è possibile far funzionare senza soldi. Invece, incredibile a dirsi, tutti disquisiscono come se a pagare fosse Paperon de Paperoni e non pantalone. Sento già il fiato sul collo di coloro che urlano che compito dei tecnici del settore giustizia è individuare le criticità del sistema e proporre soluzioni e quindi giù richieste di aumentare il numero dei magistrati per rendere più veloci i processi o cause ma… esiste qualcuno che controlla l’effettivo lavoro dei giudici e se si che rapporti fa e a chi? Giù richieste di aumentare il numero dei cancellieri ma… esiste qualcuno che controlla l’effettivo lavoro degli stessi? E così per il resto senza tener conto di due fattori. Sembrerebbe che nella pubblica amministrazione si assuma personale con poche o nulle qualifiche rimediando con corsi di formazione che costano al cittadino una quantità di denaro che pochi possono immaginare. Deficienza di chi assume? Non so, di sicuro quando ti presenti con remunerazioni che vanno dai 1.000 euro a poco più è impossibile trovare persone preparate e questo è ormai diventato un problema nazionale in tutti i settori con cui convivremo per molti anni. Per altro dovremmo anche essere stufi di pubbliche amministrazioni che promuovono riforme non tenendo conto che non siamo in condizioni di farle funzionare.

La soluzione deve passare dalla riduzione della spesa pubblica improduttiva che non sia riduzione di servizi effettivi ed utili per il cittadino. Se creassimo un fondo con i soldi recuperati e ci aggiungessimo il totale dei finanziamenti pubblici ai corsi di formazione, compresi quelli obbligatori per i liberi professionisti, si avrebbe una somma con la quale aumentare gli stipendi e le paghe più basse ad iniziare dai consulenti e periti quando sono pagati a tempo fino all’altro ieri erano pagati (si fa per dire) ad euro 4 l’ora!!! Oltre a fondi per la scuola in genere ed università. I nostri colleghi francesi che ho avuto il piacere di incontrare da qualche settimana ancora ridono mentre noi piangiamo. L’unico conforto è il pensare a tutti quei Presidenti del Consiglio che si sono succeduti negli ultimi trenta anni che ad ogni tassa che ci mettevano dichiaravano “Ce lo chiede l’Europa!” salendo in cielo, prima o poi avverrà anche per loro, cosa racconteranno?

 

(*) Presidente Nazionale del Collegio Periti Italiani

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