di Gino Piacentini
Oltre dieci anni fa, Google ha aperto la strada a contratti aziendali per l’acquisto di energia rinnovabile, diventando un protagonista importante nella promozione di soluzioni energetiche sostenibili e tecnologie innovative.
Oggi però quell’energia e quei contratti potrebbero non bastare più a soddisfare i bisogni dell’azienda americana, questo a causa dell’avvento dell’intelligenza artificiale e del suo sviluppo incredibilmente energivoro. Seguendo le necessità dettate dall’IA, Google ha siglato un accordo pionieristico per l’acquisto di energia nucleare generata da piccoli reattori modulari (SMR) sviluppati da Kairos Power, unendosi ad Amazon e Microsoft, che avevano già intrapreso la strada dell’energia nucleare per soddisfare il crescente fabbisogno.
La partnership con Kairos Power prevede l’attivazione del primo reattore modulare entro il 2030, con ulteriori sviluppi programmati fino al 2035. In totale, si prevede di realizzare sei o sette moduli. Tuttavia, Kairos dovrà ancora ricevere le approvazioni necessarie dalla US Nuclear Regulatory Commission (NRC) e dalle autorità locali, un processo che potrebbe richiedere anni. Intanto, è già stata concessa l’approvazione preliminare per la costruzione di un reattore dimostrativo in Tennessee.
“Riteniamo che il nucleare possa svolgere un ruolo cruciale nel fornire energia in modo pulito e costante”, ha affermato Michael Terrell, senior director per l’energia e il clima di Google. Negli ultimi mesi, diverse aziende tecnologiche hanno avviato collaborazioni con il settore nucleare per affrontare la crescente domanda energetica, alimentata dall’espansione dell’IA. Ad esempio, Amazon ha acquistato un data center a energia nucleare da Talen Energy, mentre Microsoft ha siglato un accordo con Constellation Energy per rivitalizzare una delle unità dell’impianto di Three Mile Island, famoso per il grave incidente nucleare del 1979.
Secondo le previsioni di Goldman Sachs, il consumo energetico dei data center statunitensi potrebbe triplicare entro il 2030, richiedendo circa 47 gigawatt di nuova capacità. Google e Kairos non hanno divulgato dettagli finanziari specifici sull’accordo né la posizione esatta degli impianti negli Stati Uniti. Tuttavia, è noto che Google intende acquistare 500 megawatt di energia da sei o sette reattori, una capacità inferiore rispetto a quella degli impianti attualmente operativi.
A partire dal 2024, Google ha smesso di definirsi “carbon neutral”, promettendo di tornare a esserlo entro il 2030. L’espansione dell’IA ha tuttavia complicato la situazione. “L’aumento degli investimenti nell’IA ha amplificato la nostra sfida”, ha dichiarato Sundar Pichai, CEO di Google, anche se a dirla tutta molti tecnici rimangono dubbiosi sulle questioni ambientali e sanitarie, su tutte l’estrazione dell’uranio e la gestione e lo smaltimento delle scorie radioattive.
