La guerra di Trump

Guerra con l’Iran: Trump a un bivio, opzioni si restringono e costi aumentano

Il presidente Usa, Donald Trump, si trova di fronte all’ennesimo bivio nelle relazioni con l’Iran. Ma ogni volta che giunge a un punto simile, le sue opzioni si restringono sempre di più e i costi aumentano. E’ quanto scrive la Cnn. Domenica, l’amministrazione Trump aveva spiegato che la pausa negli attacchi aerei – ora estesa fino a tre notti, dopo 13 notti consecutive di bombardamenti – aveva lo scopo di creare spazio per la diplomazia, avvertendo però di essere “pronta all’azione” per una possibile nuova escalation. Ci sono alcuni segnali di attività diplomatica.

L’Iran ha dichiarato di aver ospitato, nei giorni scorsi, colloqui a livello di viceministri degli Esteri con l’Oman. Tuttavia, finora non vi è alcun segnale che la Repubblica Islamica intenda cedere sulla sua principale richiesta: il controllo del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato in una conferenza stampa televisiva che al momento non sono in corso colloqui con gli Stati Uniti e che Teheran “non permetterà mai agli Stati Uniti di stabilire i tempi della guerra e della pace”. Trump si ritrova di nuovo in una situazione a lui familiare. Ha cercato di costringere l’Iran a fare concessioni intensificando gli attacchi. Ma questo piano non sta funzionando meglio ora di quanto non funzionasse dopo la prima fase dei combattimenti. A quasi cinque mesi dall’inizio di una guerra che aveva detto sarebbe durata poche settimane, Trump continua a cercare di crearsi spazio di manovra contro Teheran. Ma proprio la strategia sembra lasciarlo sempre con meno margine di manovra.

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