Medicina

Il 24 marzo è la Giornata Mondiale della TBC, l’appello della Società d’Igiene

Venerdì 24 Marzo verrà celebrata la Giornata Mondiale sulla Tubercolosi. Per l’occasione si rinnova la strategie “Yes! We can end TB”, con l’obiettivo di porre globalmente fine alle epidemie di TBC entro il 2030. 
 
La Società Italiana d’Igiene (SItI)sottolinea l’importanza di individuare precocemente i casi di infezioneper gestireun trattamento efficacee, allo stesso tempo, la tutela della salute dei pazienti. Occorre agire sulle condizioni di salutedelle persone che giungono nel nostro Paese ed è altresì opportuno uno sforzo in maggiori investimenti nei Dipartimenti di Prevenzione, anche in termini di reclutamento di risorse umane, che possano svolgere un ruolo di coordinamentoal fine di attuare una ricerca proattivadei casi di TBC.
 
Di seguito ed in allegato il comunicato stampa.
Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento e/o richiesta. 
 
Buon lavoro,
Michael Dones
 
24 MARZO 2023GIORNATA MONDIALE SULLA TUBERCOLOSI Rinnovata la strategia “Yes! We can end TB” per porre fine, entro il 2030, alle epidemie di Tubercolosi. La Società Italiana d’Igiene (SItI) sottolinea l’importanza di individuare precocemente i casi di infezione per garantire un trattamento efficace e, allo stesso tempo, la tutela della salute dei pazienti.
 
La Tubercolosi, malattia infettiva tra le più antiche dell’umanità, continua a rappresentare una sfida per la Salute pubblicain tutto il Mondo. In occasione della Giornata Mondiale sulla Tubercolosi, che si celebrerà il 24 marzo 2023, si rinnova la strategia ‘’Yes! We can end TB’’, con l’obiettivo di porre globalmente finealle epidemie di tubercolosi entro il 2030, così come espresso negli Obiettivi dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU1. 
 
Quest’anno il World TB Day ha l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni leaderdei settori coinvolti nella lotta alla tubercolosi, ma anche gli entie gli operatori sanitaridel territorio a collaborare attivamenteal fine di arrestare la malattiae ridurre il numero di decessi.   confrontoe allo scambio di best practicestra gli Stati membri, ma anche all’investimento sulla Ricercae sulle innovazioniche permettano di perseguire gli obiettivi prefissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra cui l’accesso ad una nuova diagnosi molecolare rapida, lo sviluppo di nuovi vaccinie l’introduzione di nuovi (e più brevi) regimi terapeutici contro la tubercolosi resistente ai farmaci.
 
Per quanto riguarda la sorveglianza nazionale, i dati del ‘’Tuberculosis Annual Epidemiological Report for 2020’’, mostrano che l’Italiacontinua a rientrare tra i Paesi a bassa incidenza(<20/100.000). I casi sono in calo dal 2010 e l’incidenza calcolata sulle notifiche nazionali è anch’essa in diminuzione dal 2019 (2,3%). Per una corretta lettura di questi dati occorre tuttavia considerare che, come evidenziato nel report OMS, la pandemia da SARS-CoV-2ha inevitabilmente determinato una diminuzionedelle notifiche dei casi in tutto il mondo, che sono passate dai 7,1 milioni nel 2019 a 5,8 milioni nel 2020 (con un calo del 18%) tornando ai numeri del 20124.
 
Com’è ben noto, il nostro Paese è stato interessato e continua ad essere colpito sempre più intensamente da flussi migratoriprovenienti da Paesi in cui l’incidenza di Tubercolosi è elevata. Le condizioni di sovraffollamentoche possono verificarsi sia durante il viaggio che nei centri di accoglienza gravano sullo stato di salute dei migranti, facilitando la trasmissione del micobatterio. Dal momento che la maggior parte dei casi di malattia si verifica entro 2 anni dall’ingresso nel Paese ospitantee che la differenza nel rischio relativo tra stranieri e italiani è ancora evidente (RR=6,7), il contrasto alla diffusione della tubercolosi deve necessariamente passare attraverso una serie di interventi strutturati e coordinatiin modo da ridurre il rischio di diffusione di questo pericoloso patogeno5,6,7,8,9,10.
 
In occasione della Giornata Mondiale sulla Tubercolosi, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI)sottolinea l’importanzae l’urgenzadiintensificare le azioni di contrastoall’infezione per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’ONU. 
 
“L’individuazione precoce dei casi di infezione– dichiara la Prof.ssa Roberta Siliquini, Presidente della Società Italiana d’Igieneè necessariaper garantire l’accessoad un trattamento precocein grado di garantire una maggiore efficaciae la tutela della salute dei pazienti. Occorre agire sulle condizioni di salute delle persone che giungono nel nostro Paese, sia tramite l’abbattimento delle barriere socio-linguistiche che attraverso l’attuazione di protocolli per la valutazione precoce dello stato di salute e per il monitoraggio nelle fasi successive all’accoglienza. È opportuno, inoltre, uno sforzo in maggiori investimentinei Dipartimenti di Prevenzione, anche in termini di reclutamento di risorse umane, come in parte previsto dal piano di rafforzamento dell’assistenza territoriale, che possano svolgere un ruolo di coordinamento al fine di attuare una ricerca proattiva dei casi di TBC, avvalendosi dell’ausilio della Medicina Scolastica, deputata alla prevenzione delle patologie in età scolare”11.  “La continua ricerca verso l’individuazione di ‘buone pratiche’ – conclude la Prof.ssa Roberta Siliquini

deve tuttavia abbracciare anche patologie ben notee non più definibili come emergenti quali malaria, malattie sessualmente trasmissibili, parassitosi e HIV. Patologie che, negli ultimi anni, complice un plateau temporale nella loro prevalenza, hanno assottigliato il loro appeal verso gli investimenti in Ricerca, nonostante continuino a determinare un importante impiego dei servizi sanitari e aggravare il peso della  multiresistenza farmacologica12,13, con un inevitabile impatto sulle condizioni di salute della popolazione”.

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