Politica

IL CASO POLITICO -Trento: Mussolini resta cittadino onorario

Benito Mussolini resta cittadino onorario di Trento. Lo ha deciso il Consiglio comunale di Trento che, in una seduta insolitamente a porte chiuse, non ha trovato i quattro quinti dell’aula favorevoli alla revoca del titolo al Duce, come chiesto dalla maggioranza di governo di centrosinistra. Se Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia avevano già lasciato intendere che non avrebbero votato in sede di conferenza dei capigruppo, la coalizione è andata sotto. Con il voto segreto sono mancate quattro adesioni, di cui due dei consiglieri di GenerAzione Trento. “La questione era semplice – ha detto il sindaco Franco Ianeselli -. C’è un dittatore che ha portato un Paese sull’abisso e che si è scoperto avere la cittadinanza onoraria. Revocarla era un atto dovuto, bastava un secondo”. Durissima la reazione della maggioranza di centrosinistra che governa la città. “Quella di astenersi o non prendere parte al voto è una scelta che si è tentato di giustificare nei modi più disparati e fantasiosi o addirittura evitando totalmente di intervenire per il timore di dover affrontare nel merito la questione. Ci chiediamo, in fondo, se questa posizione di una parte delle minoranze nel 2026 debba essere letta come l’incapacità di prendere le distanze da una certa narrazione del fascismo che resiste ancora oggi. Siamo convinti che l’esito di questa votazione dimostri bene come ancora oggi ci sia bisogno, anche a livello locale, di prese di posizione chiare che proprio per la loro natura simbolica definiscono il perimetro valoriale della nostra comunità”. Così in una nota congiunta Pd-Psi di Trento, Campobase, Insieme per Trento, Alleanza verdi sinistra, Si Trento, Intesa per Ianeselli, Gruppo misto, Gruppo Onda e Prima Trento che avevano sottoscritto la proposta di delibera per la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Da registrare poi la replica e le motivazioni sul voto di Fratelli d’Italia: “Mussolini e il fascismo appartengono al passato e il partito che rappresento guarda al futuro senza nostalgismi e senza distinguo. Le cittadinanze onorarie, come le onorificenze, sono riconoscimenti legati alla persona che li riceve e, con la morte dell’interessato, esauriscono la loro funzione”. Così in una nota Ilaria Goio, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Trento, commentando la decisione di non votare la proposta di delibera del centrosinistra per la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Provvedimento che non ha trovato il favore necessario dei quattro quinti dell’aula. “Qualcuno, con questo documento, sta inducendo in errore i cittadini facendo credere che sia necessario revocare una cittadinanza onoraria che di fatto non produce più alcun effetto concreto da oltre ottant’anni – ha aggiunto Goio -. L’unica utilità di questa delibera è strumentale e ideologica: la revoca non ha alcuna efficacia reale. I cittadini si aspettano che il nostro tempo e le nostre energie siano dedicate a ciò che conta davvero per la loro vita quotidiana: servizi efficienti, lavoro, commercio, sicurezza, casa, viabilità. Sono queste le responsabilità che ci hanno affidato ed è su queste che intendiamo impegnarci ogni giorno”.

Red

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Nasce l’Osservatorio di Trieste, una porta aperta per il dialogo tra le diplomazie internazionali “Una porta e un porto aperto, base naturale e ideale condizione giuridica preposta ad accogliere il dialogo tra le diplomazie mondiali” Nasce con la formale costituzione l’Osservatorio Libero di Trieste. A presiedere il nuovo organismo Giorgio Deschi, triestino, esperto di materia geopolitica e forte conoscitore della materia del Trattato di Pace di Parigi del 1947, già osservatore alle elezioni politiche che si sono tenute nella Federazione Russa nel settembre 2023 A norma dell’articolo 3 dello Statuto approvato contestualmente all’atto costitutivo “l’Osservatorio Libero di Trieste, con sede a Trieste, si fonda e opera in osservanza delle leggi superiori del diritto internazionale”. Si indicano in particolare quali riferimenti normativi la Risoluzione 16 del Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite-ONU del 10 gennaio 1947, il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 con gli articoli 4, 21 e 22 ed in seguito all’allegato VI determinano “ius cogens” ogni aspetto dell’esistenza del Territorio Libero di Trieste così come recepito anche dallo Stato italiano con il decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato il 28 novembre 1947 – legge 1430 ed in seguito ratificato nella legge italiana 3054/52 del 25 novembre 1952. Lo scopo statutario dell’Osservatorio Libero di Trieste, che ha sede anche a Mosca, è informare, promuovere e realizzare concordemente agli interessi specifici politici ed economici dei popoli di tutte le nazioni firmatarie del Trattato di Pace di Parigi del 1947 quanto previsto dalle leggi internazionali vigenti ed in primis garantire contestualmente ed equamente gli interessi fin qui acquisiti dei tre Paesi amministratori delle zone A e B del Territorio Libero di Trieste: Rispettivamente la Repubblica Italiana, la Repubblica di Slovenia e la Repubblica di Croazia. L’Osservatorio Libero di Trieste si qualifica inoltre come “una porta e un porto aperto, base naturale e ideale condizione giuridica preposta ad accogliere il dialogo tra le diplomazie mondiali per la realizzazione in seno al riconosciuto superiore vigente diritto internazionale, dell’allargamento dei benefici derivanti dallo statuto permanente del Territorio Libero di Trieste e del suo Porto Libero Internazionale ai Paesi in via di sviluppo, in via di riconoscimento, non riconosciuti o riconosciuti parzialmente”. L’Osservatorio Libero di Trieste indica il Territorio Libero di Trieste come deputato ad essere incontro di culture, promotore di pace, modello di sviluppo sociale al servizio dei popoli, culture e nazioni nel pieno rispetto delle aspirazioni e degli interessi di tutte le parti. Tutto nel rispetto del principio “pacta sunt servanda”. Per il presidente Giorgio Deschi “l’Osservatorio Libero di Trieste nasce qui dove mondo latino slavo e germanico si uniscono in triplice abbraccio a richiamare l’attenzione del Consiglio di Sicurezza Onu e dei suoi cinque membri permanenti al dialogo nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite di cui questo territorio e “figlio” ancora in essere per il diritto internazionale dal 1947 ed è ancora oggi formula perfetta per la creazione al centro dell’Europa “Euromediterranea” di una piattaforma ideale e modello innovativo per la risoluzione pacifica dei conflitti in atto, la creazione di un centro a disposizione della diplomazia di tutte le Nazioni per la discussione degli futuri assetti geopolitici”.

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