Economia e Lavoro

Il Cdm approva il Decreto Sicurezza sul lavoro. Un nuovo passo per la dignità e la prevenzione

di Wladymiro Wysocki (*)

Nella giornata del 28 ottobre il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Governo Giorgia Meloni, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone insieme al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile.

L’obiettivo è un deciso rafforzamento della cultura della sicurezza al fine di ridurre drasticamente il numero degli infortuni e incidenti nei luoghi di lavoro.

Il nuovo decreto prevede diverse misure per le imprese virtuose e per il potenziamento della vigilanza.

Il decreto prevede diverse disposizioni quali: la revisione delle aliquote INAIL e contributi agricoli, subappalto e strumenti digitali al fine di mirare l’attività di vigilanza dell’INAIL e l’introduzione del badge di cantiere oltre a un inasprimento delle sanzioni minime per le realtà edili senza patente a crediti. Potenziamento dall’apparato ispettivo dell’organico INAIL e Comando Carabinieri per la tutela del lavoro.

Il decreto interviene anche in merito alla formazione interessando il rafforzamento della formazione per gli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) che viene finalmente esteso anche per le realtà con meno di 15 dipendenti. Gli enti accreditati alla erogazione della formazione hanno un maggiore livello di qualità da presentare. Per la sicurezza del mondo scuola, studenti, si rafforza la tutela assicurativa INAIL con limitazioni per le attività a rischio elevato. Si promuove una stesura di linee guida per la determinazione dei near miss e la loro gestione. Anche il settore medico, delle visite da parte del medico competente, vengono introdotte misure per una nuova tipologia di visita in riferimento alle attività ad alto rischio.

Sicuramente un passo decisivo e importante per la dignità e la vita del lavoratore attraverso delle nuove disposizioni che vanno a rafforzare quelle già vigenti.

Resta sempre la difficoltà dell’applicazione del tutto e quindi rimane l’importanza di non abbassare mai la guardi nella diffusione di un radicamento per una cultura della sicurezza.

La sicurezza sul lavoro non è soltanto un insieme di norme tecniche o procedure obbligatorie: è, prima di tutto, una questione di dignità umana. Ogni lavoratore ha il diritto di svolgere la propria attività in un ambiente che tuteli la sua salute, la sua integrità fisica e la sua vita. La prevenzione, in questo senso, rappresenta non solo un dovere giuridico per le imprese, ma anche un valore etico e sociale che riflette il rispetto per la persona.

La cultura della sicurezza si fonda sul principio che ogni infortunio è evitabile se si adottano misure preventive adeguate. Tuttavia, la prevenzione non può essere vista come un compito esclusivo del datore di lavoro o del responsabile della sicurezza. È un impegno collettivo che coinvolge dirigenti, lavoratori, sindacati e istituzioni.

Quando tutti gli attori del mondo del lavoro cooperano nella creazione di un ambiente sicuro, si costruisce una vera e propria cultura della prevenzione, in cui la tutela della vita diventa parte integrante dell’organizzazione aziendale.

Garantire la sicurezza sul lavoro significa riconoscere e valorizzare la centralità della persona nel processo produttivo. Ogni incidente, ogni malattia professionale, rappresenta non solo una perdita economica, ma soprattutto una ferita alla dignità umana.

La prevenzione, al contrario, promuove un ambiente di fiducia e rispetto reciproco, in cui il lavoratore si sente protetto e valorizzato. È in questa dimensione che la sicurezza diventa strumento di giustizia sociale e di crescita umana oltre che professionale.

La prevenzione e la sicurezza sul lavoro sono il riflesso concreto di una società che tutela la vita e riconosce il valore della persona. La dignità del lavoratore non si misura soltanto nel salario o nelle condizioni contrattuali, ma anche, e soprattutto, nella possibilità di svolgere il proprio lavoro in modo sicuro, sereno e rispettoso della propria integrità.

Difendere la sicurezza significa difendere la vita. E difendere la vita significa affermare la dignità di ogni lavoratore.

(*) Esperto di sicurezza sul lavoro

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