di Giuliano Longo (*)
La questione di una nuova mobilitazione di massa in Russia oscilla costantemente tra necessita strategica e tabu politico.
Se da un lato l’intelligence ucraina e diversi analisti occidentali sottolineano come il logoramento delle truppe al fronte richieda un rimpiazzo massiccio, dall’altro la valutazione di molti esperti indipendenti ritiene una mobilitazione generale rischia di rivelarsi un’arma a doppio taglio per il Cremlino, mentre l’insistenza di Kyiv sul tema risponde a una precisa scelta propagandistica.
Nel settembre 2022, la prima mobilitazione parziale di 300mila reclute provocò un’ondata di malcontento, l’esodo di centinaia di giovani qualificati e un forte shock economico. L’opinione pubblica russa supporta largamente l’operazione militare a patto che rimanga “in televisione” o gestita da professionisti e volontari retribuiti.
Una sorta di patto implicito con Puin : indifferenza politica in cambio di sicurezza personale e stabilita domestica, così I russi preferiscono la cosiddetta “mobilitazione strisciante” (o creeping mobilization)
Questa è favorita da incentivi finanziari record: bonus alla firma e stipendi che superano di gran lunga la media delle regioni piu povere. Con il reclutamento coatto indiretto: pressione su detenuti, debitori, immigrati e coscritti di leva affinché firmino contratti da professionisti. E infine con l’integrazione di forze estere, ovvero impiego di contingenti stranieri o contractor.
Una nuova chiamata alle armi forzata spezzerebbe il patto sociale, aumenterebbe i rischi di tensione interna e priverebbe l’industria bellica e civile della forza lavoro gia carente a causa del calo demografico.
L’impatto sul conflitto: quantita contro qualita
Se il Cremlino decidesse comunque di decretare una mobilitazione massiccia, l’impatto sul campo di battaglia non sarebbe automaticamente risolutivo. L’esercito russo ha difficolta a equipaggiare e addestrare decine di migliaia di nuove reclute contemporaneamente inviando .masse di uomini poco motivati sul fronte produrrebbe solo un aumento esponenziale delle perdite.
L’ afflusso di truppe permetterebbe a Mosca di coprire le perdite e mantenere la pressione d’logoramento lungo la linea del fronte, ma difficilmente conferirebbe la capacita per grandi manovre d’assalto decisive.
La narrazione di Kyrv e la pressione sugli alleati
Gli allarmi continui lanciati dalle autorita ucraine su un’imminente mobilitazione russa svolgono una funzione geopolitica cruciale. Mantenere alta l’attenzione sulla “minaccia numerica russa” serve a giustificare di fronte all’opinione pubblica occidentale la necessita di aiuti finanziari continuativi e forniture di armamenti sempre piu avanzati
Evidenziare che Mosca ha bisogno di piu soldati serve a dimostrare ai partner che la strategia di resistenza sta funzionando e che le perdite russe sono insostenibili senza misure estreme.
In sintesi, la valutazione prevalente degli esperti è che Vladimir Putin tentera in ogni modo di evitare una mobilitazione generale per preservare la stabilita interna e l’economia. La voce di una mobilitazione imminente rimane quindi un mix di pianificazione d’emergenza del Cremlino e una leva retorica usata da Kyiv per sostenere il proprio sforzo bellico sul piano diplomatico ed economico.
(*) Analista geopolitico ed esperto di relazioni internazionali
