di Fabrizio Pezzani (*)
La scuola di Chicago con Milton Friedman e poi altri economisti come Coase e Leontief avrebbero portato, poi , la finanza sopra all’economia reale ammantandola di verità incontrovertibile al di là dell’evidenza dei fatti e degli errori palesi fatti da una politica monetaria da propinarsi in modo autoreferenziale anche a paesi , come fu il Cile di Pinochet che socialmente e culturalmente erano totalmente inadatti .
In sostanza le ipotesi assunte dal neoliberismo come panacea di tutti i fini sociali e quindi funzionali ad affermare in modo definitivo i diritti universali dell’uomo sono in sintesi le seguenti :
-l’economia assunta come scienza morale diventa il fine da perseguire per migliorare la società , più migliora ed aumenta l’economia per naturale conseguenza la società migliora . Mentre prima il fine dell’economia era esterno ad essa ed era la società migliore e giusta in questo modo il fine dell’economia è interno ad essa e diventa essa stessa fine ;
-la separazione dell’economia dalla società e dall’uomo consente di studiarla con l’abito mentale di chi studia le scienze esatte indipendente dallo stato emozionale dell’uomo . Viene ignorata la differenza di fondo con le scienze positive nelle quali il soggetto che compie l’esperimento non influenza la razionalità intrinseca dell’oggetto di studio , mentre nell’economia la soggettività dell’uomo non è indipendente dalle sue scelte ma le condiziona;
-l’incremento dell’economia viene perseguito con un liberismo senza regole che alimenta l’avidità umana ed il fine della massimizzazione del risultato personale induce a normalizzare i comportamenti illeciti , si vive per guadagnare e non si guadagna per vivere e la vita diventa essa stessa un bene di consumo ; le patologie sociali finiranno per esplodere ;
-se l’arricchimento personale senza limiti diventa un fine da realizzarsi prima possibile la finanza diventa il mezzo più idoneo a realizzare lo scopo ; la finanza deve diventare una verità incontrovertibile in modo che si possa ammettere , come ipotesi fondante , che i mercati sono razionali e non sbagliano mai nell’allocazione della ricchezza ( Lucas , nobel nel 1995 )e l’Accademia comincia a tessere relazioni tossiche con la politica e la finanza ;
-la finanza si stacca dall’economia reale vive di una sua vita indipendente , il nobel a Merton ed a Scholes sui derivati nel 1997 e la deregolamentazione voluta da Greenspan nel 1999 inonderanno il mondo di liquidità ; il dogma “ creare valore per gli azionisti “ è da perseguire come strumento per realizzare più rapidamente il fine ed aziende sana saranno spolpate come il vitello grasso ;la delocalizzazione viene perseguita indipendentemente dagli effetti sociali ma per alimentare le aspettative “ emozionali “ ma non razionali dell’incremento del valore azionario che non coincide necessariamente con un maggiore valore reale dell’azienda ;
– la crisi deflagrata nel 2008 era cominciata molto prima ma nella sostanza non cambia il modello culturale e l’exit strategy degli Usa consiste nel drogare il drogato aumentando le dosi.
A fronte delle ipotesi autoreferenziali abbiamo i seguenti risultati :
-aumento senza precedenti della disuguaglianza , della povertà , del degrado morale , della disoccupazione e di altre gravi patologie sociali ; non è vero che più migliora l’economia e più migliora la società ma i fatti e la storia dimostrano l’esatto contrario . Salta l’ipotesi di base .
-il modello culturale affermato in modo definitivo con la finanza diventa la guerra di tutti contro tutti ed una società di perenni conflitti sociali che sembrano sempre sul punto di deflagrare ; prevale l’interesse personale e scapito del bene comune e la solidarietà rimane solo un enunciato di facciata . La delocalizzazione perseguita per aumentare il valore separa il capitale dal lavoro a scapito di quest’ultimo che ne diventa ostaggio . Salta la società degli uguali e delle libertà e la conseguente ipotesi dell’affermazione dei diritti universali
-il modello diventa autoreferenziale e dominante , detta le regole che vanno applicate automaticamente , la libertà così spesso invocata viene soffocata e la verità sistematicamente mistificata dai media . Si forma un senato virtuale egemone sovranazionale che non ha legittimazione democratica , legale o partecipata i cui fini sono interni ad esso.
-la finanza si afferma su tutto e distaccandosi dall’economia reale non consente più di capire la differenza del valore d’uso e di quello di scambio , i prezzi dei beni reali di oggi sono influenzati dalle aspettative dei prezzi futuri fatti da volumi sterminati di scommettitori ed i dati macroeconomici cambiano continuamente -i mercati non sono razionali ma i valori di dati come lo spread , il rating , il pil e così via assumono il ruolo di strumenti di un governo sovranazionale indefinito ed i dati macroeconomici fondati su infinite scommesse diventano imprevedibili e cambiano in continuazione a riprova dell’” irrazionalità “dei mercati . Per capire il loro andamento come in un casinò dove la roulette è truccata bisogna guardare gli interessi del croupier perché è lui che comanda il gioco non l’apparente ma inesistente razionalità dei mercati. I dati più evidenti di una finanza locusta sono le speculazioni sui beni alimentari che si fondano su contratti derivati – i futures sulle merci – che hanno come sottostante merci o commodities con impegni su quei prezzi futuri che speculano sulla miseria e sulla fame e la democrazia sembra subire le regole del “ signoraggio della finanza “. I mercati non sono razionali e salta l’ultima ipotesi . L’economia da solida diventa liquida ed il suo orizzonte temporale dal medio tempo passa al breve o brevissimo termine ma più spesso al semplice saccheggio . La manifattura delocalizzata crea le condizioni di dissesto occupazionale ed influenza la crescita del pil perché la sola moneta non genera moneta.
Alla fine i risultati del modello sono assolutamente asimmetrici alle ipotesi sottostanti , in questi casi l’esperimento si considera fallito nelle scienze positive ed a maggiore ragione nelle scienze sociali se i diritti dell’uomo vengono soffocati . E’ sempre la società fondamento dell’economia e la dimostrazione ancora una volta è nei fatti : i paesi che più hanno cavalcato il modello della finanza – Usa e GB – sono di fronte a squilibri sociali senza precedenti nella loro storia con livelli di disuguaglianza ed aree di povertà da paesi del terzo mondo . In UK 1/3 degli inglesi è sotto la soglia della povertà , come il 46% dei cittadini di NY anche se molti lavorano 40 o più ore alla settimana ; i reddito dell’1 % dei ricchi in Usa è pari al 40 % del reddito totale , in Uk il patrimonio delle 5 famiglie più ricche è pari a quello del 20 % più povero del paese . I dati sono drammatici e si potrebbe continuare nell’elenco che purtroppo sembra senza fine . La strada da perseguire per provare a perseguire un riequilibrio si lega alla necessità di “ disarmare “ la finanza , limitando tutte le operazioni pericolose come sopra indicate – derivati , otc , futures sui prezzi delle materie prime , vincolando il rapporto tra capitali raccolti e le scommesse . Il risultato a cui siamo di fronte sembra una nemesi del senso di onnipotenza che porta sempre l’uomo a sfidare gli equilibri sociali , è l’antica hybris che ha perduto Icaro e Prometeo e prima di loro nella Genesi Adamo ed Eva . La conoscenza dell’albero del bene e del male ha portato gli uomini all’incertezza della scelta e li ha esposti alla tentazione e così l’” io “ morale è sempre in equilibrio sulla fune.
Non possiamo più ragionare sui mezzi quando i fini sono sbagliati . L’economia assunta a valore morale ha tradito il suo ruolo originario di strumento per rispondere ai bisogni dell’uomo ma è diventata essa stessa fine ed uno strumento di dominio culturale che ha riportato la società di fronte al dilemma del suo divenire . L’idea di giustizia rappresentata da una società di uguali è stata ignorata e sostituita da una società di disuguali , è giunto il tempo di pensare al nostro tempo per ridisegnarlo , questa è la vera sfida integrale che abbiamo davanti.
(*) Professore emerito Università Bocconi
2 – Fine
