Politica

Il Pd non trova pace e il ritorno di D’Alema & C semina tempesta

“Il Pd da quando è nato, 14 anni fa, è l’unica grande casa dei democratici e progressisti italiani. Nessuna malattia e quindi nessuna guarigione. Solo passione e impegno”. Lo afferma su Twitter il leader del Partito Democratico, Enrico Letta, rispondendo alle parole di Massimo D’Alema il quale, negli auguri dell’ultimo dell’anno di “Articolo 1”, aveva parlato della fase renziana del Pd come di “una malattia che fortunatamente è guarita da sola”. Il clima si fa teso nel campo progressista. È bastato l’annuncio che Articolo 1 fosse vicino a esaurire il suo compito con il ritorno quindi in casa Pd del gruppo che uscì nel 2017 in piena contestazione con l’allora segretario, Matteo Renzi, per far alzare un polverone “old style”. In particolare, sono i ragionamenti espressi da Massimo D’Alema, in videocollegamento per il brindisi di fine anno con gli altri dirigenti di Art.1, ad accendere gli animi. L’ex premier, infatti, ha detto che il Partito democratico è “guarito dal renzismo, una deriva devastante, una malattia”, ecco perché ora è momento di far rientro alla casabase. Ma non aveva fatto i conti con chi tra le file dem ci è rimasto, superando anche la seconda scissione, quella dei renziani nel 2019. La reazione è durissima. “Le parole rozze di D’Alema vanno in senso contrario: guardano al passato e rimestano rancori mai sopiti. Se questi sono i presupposti per ragionare su future evoluzioni del partito, per noi semplicemente la questione non esiste”, tuona il senatore Alessandro Alfieri, coordinatore nazionale di Base Riformista. Da fonti del Nazareno trapela, infatti, la “profonda irritazione” per le parole usate dall’ex premier. E subito dopo è un tweet di Enrico Letta a far comprendere il mood del momento: “Il Pd da quando è nato, 14 anni fa, è l’unica grande casa dei democratici e progressisti italiani. Sono orgoglioso di esserne il segretario pro tempore e di portare avanti questa storia nell’interesse dell’Italia”. Quindi, conclude il leader dem: “Nessuna malattia e quindi nessuna guarigione. Solo passione e impegno”. Matteo Renzi, però, non si lascia scappare l’occasione per affondare il colpo e, tramite i suoi canali social, punge: “D’Alema rientra nel Pd dicendo che chi lo ha portato al 40%, a fare le unioni civili, ad avere l’unico governo con la parità di genere, a creare più di un milione di posti di lavoro è un malato. Sono parole che si commentano da sole”. Lanciando anche un messaggio ai suoi ex compagni di strada: “Un pensiero a chi è malato davvero, magari nel letto di un ospedale. E un abbraccio a chi sognava il partito dei riformisti e si ritrova nel partito dei dalemiani”.

 

 

 

E l’ex renziano Marcucci avverte: “Errore spostare il Pd a sinistra. Serve il Congresso”

 

“Io ho detto in tempi non sospetti, torni il Pd della vocazione maggioritaria, con D’Alema ma anche con uguale apertura all’area liberale e riformista. Ora chiedo a Letta di non assecondare questa scelta in silenzio, facciamola decidere ai nostri sostenitori, con un congresso. La prima reazione del segretario, voglio dirlo chiaramente perché non accade spesso, mi è molto piaciuta. Ora aspetto dopo l’elezione del capo dello Stato, la convocazione di un congresso”. Lo dice il senatore Pd Andrea Marcucci in un’intervista al quotidiano la Repubblica.

“Gli elettori non hanno mai amato un Pd troppo spostato a sinistra– continua-più simile ai Ds o Pds. Il Pd o è quello del Lingotto, o semplicemente torna ad essere una riedizione del passato, che ha poco senso”. Per Marcucci già definire una malattia il renzismo come ha fatto D’Alema “è un gravissimo errore ed una indelicatezza verso chi è malato per davvero. Io rivendico quella stagione, che ci porto’ al 40% e ci fece approvare leggi fondamentali. Vorrei tranquillizzare gli amici di Art1, non sono un pentito, resto orgoglioso anche di quel Pd”. E su Matteo Renzi: “Il Pd deve liberarsi nel bene e nel male dell’incubo di Renzi. Matteo ha fatto tante cose positive ed anche molti errori, non è la bestia nera e neanche la soluzione di tutti i mali. Pensiamo al futuro, io spero che nell’alleanza elettorale, con il Pd ci siano anche i riformisti”.

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