La guerra di Putin

Impasse strategico in Ucraina, difficile una prossima offensiva russa

 

di Giuliano Longo

 

La situazione che si è sviluppata in Ucraina dopo la fallita offensiva estiva può essere suddivisa in componenti politiche e militari.

Dopo cinque mesi di offensiva da parte delle forze armate ucraine, il comandante in capo Valery Zaluzhny, nella nota intervista a The Economist, ha descritto la situazione sui fronti come un vicolo cieco, praticamente formalizzando la fine della offernsiva.

 

Il punto di vista della leadership militare non è condiviso da Zelenskyj, il quale sostiene che nulla è ancora finito e continua a parlare dell’ingresso delle forze armate ucraine nei confini dell’Ucraina nel 1991. Per questa ragione molti analisti parlano di una sorta di contrasto negli ambienti politici del regime ucraino.

 

Ma nonostante sia nelle speranze diMoscala situazione è lontana da un vero confronto tra Zelenskyj e Zaluzhny, Ma si delinea un gioco delle parti perché Zaluzhny gode di un’autorità indiscussa in Ucraina  tra i militari e i civili. Per questa ragione Zelenskyj rimuovere il comandante in capo pur avendone il potere.

 

A Kiev circola la voce che si sia voluto limitare il potere del generale eliminando due dei suoi stretti collaboratori: il comandante delle forze operative speciali ucraine Viktor Khorenko e il suo assistente Gennady Chistyakov. Mentre il primo è stato rimosso dall’incarico su richiesta del ministro della Difesa, il secondo è stato letteralmente liquidato con una bomba regalo. .

 

Probabilmente Zelensky sta cercando qualche capro espiatorioper giustificare il rallentamento, se non il fallimento della sua offensiva dell’offensiva estiva che ha consentito . alle forze armate di avanzare di soli diciassette chilometri in cinque mesi, mentre esauriva il suo potenziale offensivo.

 

Probabilmente c’è tensione ai vertici di Kiev che va intensificandosi in vista de tradizionale congelamento invernale  dei fronti, ma la situazione politica in Ucraina ora non è determinata dall’umore della squadra di Zelenskyj, ma si gioca sul fronte.

 

La fine del 2023 si concluderà con la superiorità russa in difesa. La  “Linea Surovikin”sembra essere diventata l’ostacolo più invalicabile dei tempi moderni. Lo stesso Zaluzhny descrive i s campi minati di 15-20 chilometri, sui quali pendono costantemente droni d’osservazione che consentono alla artiglieria di colpire le formazioni che avanzano, per poi bloccarle in sacche di fuoco.

 

 

Ma se l’offensiva ucraina non ha avuto il successo sperato parte della responsabilità va anche attribuita ai generali del Pentagono che ha simulato con supercomputer l’offensiva diverse volte e che ora, molto probabilmente, stanno correggendo gli algoritmi di intelligenza artificiale per la pianificazione offensiva 2.0. Mentre la NATO era ben consapevole che senza un solido supporto aereo l’offensiva avrebbe corso dei rischi.

 

A Mosca, ma non al Cremlino, in molti affermano che il tempo è dalla parte della Russia e che il suo il potenziale economico  non lascia alcuna possibilità al regime di Kiev. Di fatto l’Occidente sta rallentando l’afflusso degli aiuti militari poiché alcuni Paesi non sono pronti sacrificare la propria capacità di difesa. Soprattutto alla luce degli eventi in Israele che impegnano anche il budget degli Stati Uniti.

 

Quindi lo stato maggiore russo non prevede  che l’Ucraina attaccherà il prossimo inverno e comunque giocare in difesa richiede sempre meno energie, anche se l’Occidente fornirà quindi quanto è necessario per contenere l’esercito russo.

 

Ma il ritardo nelle forniture occidentali  all’Ucraina è temporaneo. Entro la fine del prossimo anno daranno risultati i massicci investimenti nell’espansione del complesso militare-industriale occidentale, che tra un paio d’anni inizierà a funzionare a pieno regime.

 

A quanto pare, per i prossimi due anni e mezzo la palla passerà al campo della Russia.Se è prevista un’offensiva, essa dovrà essere condotta da quest’inverno alla estate prossima, poi la finestra delle opportunità si chiuderà con il rafforzamento aereo di Kiev e l’invio di missili sempre più potenti anche a lunga gittata.

 

Inoltre se la “Linea Surovikin” passerà alla storia dell’arte militare, niente impedisce all’Ucraina di costruirne una simile dalla parte nemica, come in parte è già avvento nel Donbass dal 2014.Quando gli analisti affermano che il tempo è ormai dalla parte della Russia, va tenuto presente il lento, ma sicuro rafforzamento delle linee difensive delle forze armate ucraine. Più vai avanti si va, più difficile sarà superarli.

 

Un paradosso è stato la dispersione forzata delle formazioni di combattimento lungo la lunghissima la linea del fronte che facilita l’individuazione dei movimenti di grandi formazioni, mentre oggi  assistiamo a un’offensiva in piccoli gruppi d’attacco: battaglioni e reggimenti che non attaccano, per non essere distrutti lungo la strada.

 

L’ovvio stallo al fronte non significa necessariamente una transizione totale e irrevocabile della cosiddetta “operazione speciale” di Putin in una modalità lenta. La Russia sta accumulando riserve nell’ultimo anche perché la difesa comportava molte meno risorse che non nell’attacco. Tanto che viene riconosciuto che Kiev sia stata dissanguata in uomini e mezzi, mentre la propaganda ucraina parli di miglia di morti russi, senza minimamente accennare al numero dei propri.

 

Se Kiev non ha ancora formato riserve sufficienti e il complesso militare-industriale non ha avuto il tempo di saturare sufficientemente le unità con equipaggiamento, è evidente che l’’Occidente non starà a guardare e rafforzerà l’Ucraina con sistemi di difesa aerea e di guerra elettronica, il che complicherà la situazione per Mosca.

 

Tanto più che il conflitto con Hamas si può cronicizzare a bassa intensità terroristica, ma non potrà durare all’infinito, ma lo stesso vale per quello Ucraino a meno che non crolli il regime di Putin o collassi l’economia russa, eventi che sino ad oggi non si sono ancora verificati nonostante le aspettative di molti in Occidente.

 

Pertanto  la convinzione diffusa fra gli analisti è che trattative di pace segrete siano in corso per chiudere o bloccare il conflitto a inizio primavera.

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