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  Inarrestabile l’assalto israeliano a Gaza. L’Esercito di Tel Aviv: “Colpite cellule e infrastrutture terroristiche”. Hamas: “Non vogliamo altra tregua temporanea”

 

L’aviazione e la marina israeliane hanno colpito nelle scorse ore cellule terroristiche e infrastrutture in tutta la Striscia di Gaza. Ad annunciarlo sono state le Forze di difesa israeliane, precisando che nella città di Gaza nel corso della giornata di ieri decine di terroristi “sono state eliminate” in diversi scontri, con l’assistenza dell’aviazione. Le truppe hanno anche distrutto due edifici utilizzati da Hamas a Beit Lahiya, nel nord di Gaza, confiscando grandi quantità di attrezzature militari, tra cui bombe, armi e apparecchiature per le comunicazioni. Nel riferirne, ‘Times of Israel’ cita poi fonti palestinesi che denunciano intensi attacchi da parte di carri armati ed aerei a Khan Yunis durante la notte e di nuovi attacchi questa mattina. Raid aerei sono stati effettuati anche sul campo di Nuseirat, nel centro di Gaza, secondo medici e giornalisti palestinesi. Le forze israeliane hanno colpito Khan Younis in preparazione di un’ulteriore avanzata nella principale città meridionale, conquistata in parte all’inizio di dicembre. Non ci sono stati colloqui relativi ad un accordo sugli ostaggi in cambio di un’altra tregua temporanea. A dichiararlo, parlando con Al Jazeera, è stato Osama Hamdan, esponente di Hamas in Libano, secondo il quale Hamas avrebbe informato i mediatori che la priorità del gruppo riguarda un cessate il fuoco permanente e che al momento non si parla di rilasciare ostaggi prima che i combattimenti cessino. Secondo Hamdan Israele avrebbe fatto trapelare false informazioni al fine di respingere le crescenti pressioni interne sul governo per un accordo sugli ostaggi. A riferirne è il Times of Israel. Un leader di Hamas Osama Hamda ha anche detto ad Al Jazeera che non si parla di un rilascio di ostaggi israeliani prima che i combattimenti a Gaza finiscano. Affermazioni che arrivano dopo che i media israeliani riportavano che i mediatori del Qatar avrebbero detto a Israele che Hamas “è d’accordo in linea di principio” a tornare al tavolo dei negoziati.  Hamda ha affermato che l’eventuale rilascio degli ostaggi in cambio di un cessate il fuoco di un mese non è stato discusso. “Abbiamo informato chiaramente tutti i mediatori che la nostra priorità è fermare l’aggressione contro Gaza una volta per tutte”, ha detto Hamda.

aggiornamento crisi mediorientale ore 14.49

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Bimbi in carcere al seguito delle madri recluse, primo sì della Camera alla proposta di legge che lo impedisce È stata approvata in prima lettura dalla Camera dei deputati la proposta di legge per impedire che i bambini piccoli si trovino a vivere in carcere al seguito delle madri recluse. Il provvedimento – a prima firma del deputato dem Paolo Siani e relatore Walter Verini – punta a promuovere il modello delle case famiglia e a escludere che le madri con figli conviventi di età inferiore ai 6 anni finiscano in carcere. Il testo propone anche l’assoluto divieto di applicazione di custodia cautelare in carcere per la donna incinta. È previsto anche, in presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, il ricorso agli istituti a custodia attenuata per detenute madri. “È una questione di civiltà ma anche di diritti costituzionali negati”, ha detto l’onorevole Siani. Per diventare legge la proposta dovrà essere approvata anche dal Senato e poi ancora dalla Camera. Le misure previste nel provvedimento si applicano anche ai padri, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza ai figli. La proposta di legge interviene anche sull’istituto del rinvio dell’esecuzione della pena, introducendo delle modifiche, ma soprattutto sulla disciplina delle case famiglia protette che si vogliono promuovere tramite la stipula da parte del ministero competente di convenzioni con gli enti locali (per individuare le strutture idonee). Durante la seduta sono stati approvati alcuni emendamenti: tra questi uno in particolare, rivendicato in Aula dalla Lega, sottolinea che, in ogni caso, è applicabile il “regime speciale” previsto dall’articolo 41-bis. Il primo firmatario della proposta, Paolo Siani del Pd, ha detto: “Si mette fine a una profonda ingiustizia, che condannava a vivere i primi anni di vita, i più importanti per un bambino, in un carcere. Nello stesso tempo, si pone il supremo interesse del minore in cima ai pensieri del legislatore. È una questione di civiltà ma anche di diritti costituzionali negati”. Il deputato ha aggiunto che, dopo il passaggio in Senato dove la proposta deve ancora essere approvata, “le case protette saranno l’unica scelta per far scontare la pena a una donna in gravidanza o con un bambino fino a sei anni di età, salvo esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. Il Parlamento vuole lottare per tutte le persone innocenti, in primis i bambini. È una questione di civiltà”. Di “traguardo molto importante” ha parlato anche il relatore, Walter Verini: l’approvazione “rappresenta un importante passo in avanti verso la cancellazione di questa inammissibile, vergognosa situazione che si verifica nelle carceri italiane”.

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