Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei primi sette mesi del 2026 sono state 256.471, in aumento del 4,9% rispetto alle 244.495 del pari periodo 2025 (+3,7% sul 2024, +2,6% sul 2023, -27,7% sul 2022, +1,0% sul 2021, +7,2% sul 2020, -5,8% sul 2019).
Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento luglio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 1.175 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di luglio 2019 alle 1.052 del 2026, con un calo del 10,5%. Rispetto a luglio 2025 si registra un aumento del 3,5% (da 1.016 a 1.052). L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,1% del 2019 all’81,3% del 2026 (è stata dell’81,6% nel 2025).
A luglio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +5,0% nella gestione Industria e servizi (dai 219.756 casi del 2025 ai 230.718 del 2026), un -0,8% in Agricoltura (da 13.718 a 13.605) e un +10,2% nel Conto Stato (da 11.021 a 12.148). Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi la Sanità e assistenza sociale (+6,8%), il Trasporto e magazzinaggio e i Servizi di supporto alle imprese (+3,6% entrambi), il Commercio (+3,5%), le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (+3,0%), le Costruzioni (+2,1%) e il comparto Manifatturiero (+1,6%). L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nelle Isole (+9,8%), nel Nord-Ovest (+5,8%), al Centro (+5,2%), al Sud (+4,9%) e nel Nord-Est (+2,9%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la Sicilia e la Sardegna (+9,8% entrambe), il Lazio (+9,7%), il Molise (+9,0%) e la Campania (+8,1%), mentre i decrementi sono presenti solo nelle province autonome di Trento (-0,9%) e Bolzano (-0,02%) e in Liguria (-0,2%). L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente femminile, che registra un +6,5% (da 77.973 a 83.014 casi), sia a quella maschile, con un +4,2% (da 166.522 a 173.457). Crescono le denunce dei lavoratori stranieri (+8,0%) e degli italiani (+3,9%). L’analisi per classi di età mostra incrementi generalizzati, in particolare tra i 60-69enni (+10,8%), tra i 20-29enni (+7,0%) e tra i 30-39enni (+5,4%).
13 studenti morti in primi 7 mesi, quasi il doppio del 2025
Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di luglio 2026 sono state 52.744, in aumento del 5,6% rispetto alle 49.970 dei primi sette mesi del 2025. Tredici i casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di luglio 2026, erano sette nel 2025. Delle circa 53mila denunce di infortunio, 597 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 50% rispetto a luglio 2025. L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 14% del totale delle denunce registrate a luglio 2026. Il 42% interessa le studentesse (+5,5% tra il 2025 e il 2026), il 58% gli studenti (+5,6%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi. La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale; +9,3% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (13%; +13,3%), Veneto (12%; +2,8%) e Piemonte (10%; +3,9%). Il 94% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 6% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.
422 morti in primi 7 mesi, 10 in meno del 2025
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate all’Inail entro il mese di luglio 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 422, 10 in meno rispetto alle 432 registrate nel 2025 (-13 casi sul 2024, -6 sul 2023, +11 sul 2022, -121 sul 2021, -179 sul 2020 e -10 sul 2019). Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 1,86 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di luglio 2019 a 1,73 del 2026 (-7,0%); rispetto a luglio 2025 la diminuzione è del 3,9% (da 1,80 a 1,73). L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 72,2% del 2019 al 72,5% del 2026 (è stata del 72,0% nel 2025). La riduzione ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 365 a 362 denunce mortali) e l’Agricoltura (da 64 a 55), mentre il Conto Stato sale da tre a cinque decessi. Tra i settori con più infortuni mortali avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Costruzioni (da 67 a 76), i Servizi di supporto alle imprese (da 16 a 28), la Fornitura di acqua – reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento (da 10 a 12), la Sanità e assistenza sociale (da 4 a 11) e l’Amministrazione pubblica (da 2 a 6), per i decrementi le Attività manifatturiere (da 59 a 50), il Trasporto e magazzinaggio (da 57 a 55), il Commercio (da 42 a 32); le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione presentano 10 decessi in entrambi i periodi. Dall’analisi territoriale emergono cali al Sud (da 104 a 98), al Centro (da 81 a 77) e nelle Isole (da 46 a 44), e incrementi nel Nord-Ovest (da 110 a 111) e nel Nord-Est (da 91 a 92). Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano la Basilicata e l’Umbria (-6 ciascuna), l’Abruzzo (-4) e il Friuli-Venezia Giulia (-3), mentre per gli aumenti Emilia-Romagna e Calabria (+5 ciascuna), provincia autonoma di Trento e Lombardia (+2 ciascuna). Il decremento rilevato nel confronto dei primi sette mesi del 2025 e del 2026 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 409 a 396. In aumento i decessi per le lavoratrici (da 23 a 26). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 339 a 302), mentre aumentano quelle degli stranieri (da 93 a 120). L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali tra i 20-39enni (da 65 a 79 casi), tra i 60-64enni (da 56 a 63), e riduzioni in particolare per i 40-59enni (da 255 a 229).
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