La debole dinamica dell’economia italiana nel 2025 si è riflessa in una crescita nulla del valore del fatturato dell’industria in senso stretto (-0,1 per cento nella manifattura), come risultato di una sostanziale stagnazione delle vendite sul mercato interno (+0,1 per cento) e di un moderato arretramento della componente estera (-0,2 per cento). Lo scrive l’Istat nell’edizione 2026 del suo Rapporto sulla Competitività dei settori produttivi. Per oltre la metà dei settori manifatturieri che hanno registrato un calo del fatturato, la flessione è stata guidata soprattutto dalla debolezza della domanda estera, in particolare per Coke e raffinazione e per la Chimica, sottolinea l’Istat, aggiungendo che nonostante i tiepidi segnali di irrobustimento ciclico nel secondo semestre del 2025, a inizio 2026 persistono diffusi elementi di sfiducia nei giudizi delle imprese manifatturiere su domanda, condizioni di accesso al credito, liquidità. Prevalgono inoltre attese di peggioramento del ciclo economico e di aumento dei prezzi, in un contesto di diffusa incertezza che si manifesta nella difficoltà di prevedere l’andamento futuro della propria attività. L’indicatore sintetico di competitività (ISCo), aggiunge l’Istat, evidenzia nel 2025 una tenuta della competitività nei settori ad alta specializzazione tecnologica e nella Farmaceutica; una persistente debolezza dei comparti tradizionali e del Tessile; un indebolimento diffuso nei Macchinari e nei beni intermedi. Rispetto al 2024, aumenta il numero di comparti che peggiorano la propria competitività relativa.
Servizi: Istat, +1,7% fatturato nel 2025, imprese incerte su prospettive
Nel 2025 il fatturato dei servizi è cresciuto dell’1,7 per cento (+1,2 per cento nel 2024), ma con una dinamica congiunturale in corso d’anno moderata e in progressiva attenuazione (+0,1 nel quarto trimestre). Lo scrive l’Istat nell’edizione 2026 del suo Rapporto sulla Competitività dei settori produttivi. Gli andamenti settoriali sono eterogenei: a una crescita nei servizi di Informazione e comunicazione (+5,1 per cento, in rafforzamento rispetto al +3,5 per cento del 2024) e nelle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+3,4 per cento, contro +2,7 per cento nel 2024), si contrappongono il rallentamento dei servizi di Alloggio e ristorazione e delle Agenzie di viaggio (rispettivamente, +2,2 e +4,7 per cento nel 2025, da +4,0 e +5,0 per cento del 2024) e la lenta ripresa del Commercio (+0,3 per cento nel 2025, contro il -0,7 per cento dell’anno precedente). Nonostante un rafforzamento del clima di fiducia negli ultimi mesi del 2025, i servizi condividono il quadro composito e incerto della manifattura: a fronte di aspettative generalmente ottimistiche per ordini e occupazione, persistono segnali di attesa di aumento dei prezzi e di diffuso pessimismo sull’evoluzione del ciclo economico e le condizioni di accesso al credito, in un quadro di limitata capacità di prevedere gli sviluppi dell’attività aziendale.
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