Economia e Lavoro

Industria, le osservazioni dei Consumatori

Industria: Codacons, per beni di consumo sesto calo consecutivo

“Sul fronte della produzione industriale i dati di maggio registrano una inversione di tendenza su base mensile, con un calo del -0,3%, e i beni di consumo segnano performance ancora molto negative, in diminuzione per il sesto mese consecutivo”. Lo afferma il Codacons, commentando i numeri forniti oggi dall’Istat. “In particolare per i beni di consumo durevoli si registra un maxi-crollo verticale con una flessione che, su base annua, raggiunge il -9,9%, mentre per quelli non durevoli il calo è del -1,9%. Nella media dei primi 5 mesi dell’anno, i beni di consumo sono in flessione del -2,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 – analizza il Codacons – Dati che risentono della crisi attuale legata alla guerra in Medio Oriente e che potrebbero sensibilmente peggiorare per effetto della situazione economica internazionale e delle nuove tensioni sullo stretto di Hormuz, che sta portando ad una repentina salita dei prezzi energetici”. “Un quadro che si aggiunge a quello già negativo che ha contraddistinto l’industria italiana nell’ultimo anno, e che rischia di avere ripercussioni pesantissime per la nostra economia”, conclude il Codacons.

 

Industria: Unc, primi contraccolpi per la guerra in Iran

“Primi contraccolpi sulla produzione industriale per via della guerra in Iran”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il dato Istat sulla produzione industriale. “Dopo 3 mesi di rialzi congiunturali, a maggio frena la produzione, anche se lievemente. Un campanello d’allarme, preoccupante soprattutto per quanto riguarda i beni di consumo, unica voce a registrare un andamento negativo sia su base mensile che annua, sia nella media degli ultimi 3 mesi”, prosegue Dona. “In particolare, i beni durevoli precipitano: -2,5% su aprile 2026, -5,2% sul trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, -9,9% su maggio 2025. Peggio di così non si può. Un andamento che certo dipende anche dalla crisi in Medio Oriente e dal conseguente rallentamento delle prospettive di crescita”, conclude Dona.

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