Economia e Lavoro

Inflazione: costa meno il ‘carrello della spesa’, prezzi in calo dello 0,3%

Costa un po’ meno il ‘carrello della spesa’, con un calo a luglio dello 0,3%. Lo rileva l’Istat. I prezzi dei beni che compongono il ‘carrello della spesa’ rallentano su base annua portandosi al +1%. Secondo quanto riferito dall’Istat “il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona scende da +1,3% a +1%, come quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto da +3,9% a +3,4%”.

Inflazione: a luglio rallenta e va a +2,9%

L’inflazione a luglio rallenta e va a +2,9% per il 2026 (a giugno era a +3%). A darne notizia è l’Istat nella consueta analisi mensile.. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra a luglio una variazione del +0,3% su base mensile, e del +2,9% su base annua. La stima preliminare era a +2,8%.

“L’inflazione scende al +2,9%, dal +3% di giugno, per effetto soprattutto della dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati e degli energetici non regolamentati – osserva l’Istat – di contro, un sostegno all’inflazione è esercitato dai prezzi degli energetici regolamentati e di alcune tipologie di servizi. L’inflazione acquisita a luglio, per il 2026, sale a +2,7%. L’inflazione di fondo rimane stabile a +1,6%”. Il lieve rallentamento dell’inflazione – viene messo in evidenza dall’Istat – riflette la dinamica dei prezzi degli energetici non regolamentati (da +13,3% a +11,4%), degli alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,6%) e dei servizi vari (da +2,5% a +1,8%). In accelerazione sono i prezzi degli energetici regolamentati (da +9,2% a +14,8%), dei servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +1,6%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +3%). Nel mese di luglio l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta da +1,9% a +1,8%. I prezzi dei beni decelerano (da +3,3% a +3,2%), mentre la dinamica di quelli dei servizi è in lieve accelerazione (da +2,6% a +2,7%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni passa da -0,7 a -0,5 punti percentuali.  La variazione congiunturale dell’indice generale riflette l’aumento dei prezzi degli energetici regolamentati (+6,5%), dei servizi relativi ai trasporti (+1,4%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,6%), degli energetici non regolamentati1 (+0,5%), degli alimentari lavorati e dei servizi relativi all’abitazione (+0,3% entrambi); tali effetti sono solo parzialmente compensati dalla diminuzione degli alimentari non lavorati (-1,3%). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a -1% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +3% del mese precedente), confermando la stima preliminare. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,3% e una tendenziale di +2,8%.

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