Commentando i dati Istat sull’inflazione di ottobre, il direttore dell’Ufficio Studi della Confcommercio, Mariano Bella, ha osservato che “la stima preliminare della variazione dei prezzi al consumo in ottobre mostra un calo superiore alle attese (-0,3% congiunturale contro la nostra previsione di 0,0%) che indica il completo esaurirsi degli impulsi che avevano portato, tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2025, a un moderato aumento dell’inflazione. Negli ultimi due mesi, infatti, i prezzi dei beni e servizi che compongono il paniere sono di fatto diminuiti di mezzo punto percentuale riportando l’indice ai valori di giugno. Tuttavia, il contenimento dell’inflazione, scesa all’1,2% tendenziale, un valore storicamente molto esiguo, se da una parte sostiene il potere d’acquisto dei redditi e della ricchezza delle famiglie, dall’altra, è esso stesso sintomo di una marcata debolezza della domanda”. Al di là dei tradizionali effetti stagionali che hanno parzialmente inciso sul calo dei prezzi dei servizi di trasporto, ricreazione, alloggio e ristorazione – ha osservato Bella– il sistema sconta un deficit di consumo che si legge anche nelle dinamiche molto contenute dei prezzi di mobili e abbigliamento”.
“Resta il fatto che il netto ridimensionamento delle dinamiche dei prezzi dei beni alimentari e di altri prodotti e servizi di acquisto frequente potrebbe curare la ‘malattia’ che lo ha generato, cioè spingere in alto la propensione al consumo: attraverso un riallineamento della percezione delle dinamiche inflazionistiche ai dati reali del reddito moderatamente crescente, si consoliderebbe, nei prossimi mesi, la stentata dinamica dei consumi”. “Dal weekend di Ognissanti, passando per il Black Friday, per giungere al Natale – ha concluso Bella – la bassa inflazione potrebbe fornire la spinta che manca per chiudere con ottimismo questo 2025 ed entrare favorevolmente nel 2026 che, ad oggi, appare molto difficile sotto il profilo macroeconomico”. Poi c’è da registrare anche il giudizio della Confesercenti: “I dati diffusi oggi dall’Istat sui prezzi al consumo di ottobre evidenziano un deciso rallentamento, con una prospettiva per quest’anno di un’inflazione abbondantemente sotto il 2%. Una notizia positiva che speriamo, però, non venga alterata da nuovi segnali di instabilità ed incertezza dovuti alla situazione geopolitica internazionale. Una decelerazione dell’inflazione che si accompagna al miglioramento del clima di fiducia, registrato nei giorni precedenti sempre dall’Istituto di statistica: dati importanti ma, purtroppo, ancora assolutamente insufficienti per offrire quella spinta propulsiva necessaria alla ripresa dei consumi che continuano a rappresentare il vero malato dell’economia italiana. In questa direzione, si avvicinano alcune date importanti come il Black Friday e soprattutto le festività natalizie, vero banco di prova dello stato di salute dei consumi e della capacità di spesa delle famiglie: per questo è fondamentale agire sulla leva fiscale, con interventi più decisi per ridurne il carico sulle famiglie e sulle imprese con la riduzione del costo del lavoro, per segnare quel deciso cambio di passo sul fronte della crescita di cui la nostra economia ha bisogno”.
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