Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha affermato in una dichiarazione riportata dai media locali che Teheran ha comunicato ai mediatori che “non accetterà un cessate il fuoco”, bensì vuole “la fine definitiva della guerra”. Araqchi ha osservato che Qatar e Pakistan hanno svolto un “ruolo cruciale” nella mediazione tra Iran e Stati Uniti, spiegando che le relazioni tra Teheran e Doha stanno attraversando una fase “molto positiva”. Il ministro degli Esteri iraniano infine ha chiarito che il nuovo approccio alla sicurezza nella regione deve basarsi sul concetto di “sicurezza collettiva”.
Usa ci supplicano di negoziare a nostre condizioni
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l’obiettivo degli Stati Uniti è costringere l’Iran alla resa, ma “non ci arrenderemo”. “Ora l’America ci sta supplicando di negoziare alle nostre condizioni”, ha affermato. Araghchi ha dichiarato che il memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti conteneva “13 disposizioni a nostro favore e una a loro favore”, accusando Israele di aver fatto tutto il possibile per sabotarne e impedirne l’attuazione. “Abbiamo vinto la guerra e abbiamo vinto anche sul piano diplomatico, costringendo il nemico ad accettare le nostre condizioni”, ha rimarcato, aggiungendo che le capacità militari e operative dell’Iran sul campo di battaglia hanno dato forza alla diplomazia iraniana nei negoziati. Poi il vice di Araghchi.
Correggeremo illusione su Hormuz
Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano per gli affari giuridici e internazionali, ha risposto al post del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con una mappa dello Stretto di Hormuz accompagnata dalla frase ‘nuovo territorio statunitense’. “Così come Trump ha scritto correttamente il nome dell’eterno Golfo Persico, presto la sua illusione riguardo allo Stretto di Hormuz verrà corretta, oppure saremo noi a correggere le illusioni di quest’uomo delirante”, ha scritto Gharibabadi su X.
Red
