di Andrea Capello (*)
In virtù del cessate il fuoco raggiunto in Libano, l’Iran ha dichiarato “completamente aperto” lo Stretto di Hormuz per “il restante periodo” della tregua. Una decisione che fa esultare le cancellerie di tutto il mondo e i mercati internazionali, ma che resta unilaterale. A stretto giro Donald Trump ha fatto sapere che per gli Stati Uniti le cose non sono cambiate: fino a quando gli Usa non raggiungeranno un accordo con Teheran, “il blocco navale resterà pienamente in vigore ed efficace per quanto riguarda esclusivamente l’Iran”. Un processo che, secondo il tycoon, potrebbe chiudersi “in un giorno o due”, con un incontro che dovrebbe tenersi nel weekend, con molta probabilità nuovamente a Islamabad. Nella sua ormai usuale grandinata di messaggi sul social Truth, Trump ha anche dichiarato che l’uranio iraniano sarà “trasferito” negli Usa. Un’affermazione che Teheran ha bollato come “completamente falsa”. Non solo, fonti iraniane hanno fatto trapelare che se il blocco navale Usa dovesse proseguire “sarà considerato una violazione del cessate il fuoco” e il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz verrebbe di nuovo chiuso. Intanto però la prima nave da crociera, rimasta bloccata a Dubai dallo scoppio del conflitto, ha attraversato il braccio di mare. Della necessità di rendere navigabile e libero lo Stretto hanno parlato anche, in una riunione convocata a Parigi, circa 50 nazioni di ‘Volenterosi’. Fra i leader in presenza la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, gli altri collegati in videoconferenza, fra cui rappresentanti di Cina e India. Al termine del vertice il primo ministro britannico Keir Starmer, al fianco del presidente Emmanuel Macron, ha annunciato che Francia e Regno Unito lanceranno, “non appena le condizioni lo permetteranno”, una missione militare strettamente difensiva per “proteggere la libertà di navigazione” nello Stretto di Hormuz. “La sua riapertura è una necessità e una responsabilità globale”, ha rimarcato Starmer. Il padrone di casa Macron ha ribadito la totale contrarietà a “qualsiasi restrizione o pedaggio”. Trump ha però lanciato un monito, rivolgendosi in particolare agli alleati della Nato: “Ho detto loro di stare lontani, si sono rivelati inutili quando servivano”, ha detto, tornando a parlare dell’Alleanza come di una “tigre di carta”. Trump ha anche assicurato che Tel Aviv “non bombarderà più” il Libano, perche gli Usa “lo hanno vietato”. Parole che stridono con quelle pronunciate dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui la campagna contro Hezbollah, al netto del via libera alla tregua su richiesta dell’alleato americano, “non è ancora finita”.
(*) La Presse
