È giallo sull’incontro fra Iran e Stati Uniti di martedì a Doha. A riferirlo inizialmente è stata domenica la testata Axios, citando un funzionario Usa secondo cui le parti avrebbero deciso di interrompere gli attacchi reciproci nello Stretto di Hormuz e di tenere l’incontro in Qatar.
Da Teheran è giunta però una smentita: Kazem Gharibabadi, uno dei principali negoziatori iraniani, ha affermato che “le notizie riportate da alcuni media riguardo a colloqui tecnici dei gruppi di lavoro in corso a Doha non sono confermate”. Ma successivamente a ribadire il punto è stato Donald Trump, in un post su Truth: “L’Iran ha chiesto un incontro. Si terrà domani a Doha!”, ha scritto in caratteri maiuscoli. E poco dopo la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un’intervista a Fox News ha annunciato che Steve Witkoff e Jared Kushner voleranno a Doha per incontri di alto livello.
Trump sta provando a preservare un accordo provvisorio sempre più fragile. Dopo giorni in cui le ostilità si erano intensificate nello Stretto di Hormuz, attraverso il qualeì prima dell’inizio della guerra veniva trasportato un quinto del petrolio mondiale, entrambe le parti sembrano aver sospeso gli attacchi. All’inizio del mese Stati Uniti e Iran hanno concordato un accordo provvisorio che prevede che Teheran riduca le proprie scorte di uranio arricchito e la sospensione delle sanzioni Usa, oltre che la riapertura dello Stretto di Hormuz, concedendo alle parti 60 giorni per definire accordi più ampi. L’intesa è stata però minacciata dallo scambio di attacchi degli ultimi giorni.
Intanto Iran e Oman hanno tenuto a Muscat la prima riunione di una commissione congiunta sullo Stretto di Hormuz. “Durante la revisione delle questioni attuali relative allo Stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla futura gestione dello stesso nel quadro del paragrafo 5 del Memorandum d’intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri”, ha comunicato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, che si è riunito con l’ambasciatore plenipotenziario dell’Oman Abdulaziz Al-Hanaei. Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi, Oman e Iran stanno valutando la possibilità di applicare tariffe per i servizi forniti alle navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz. Albusaidi ha precisato che tali servizi potrebbero includere misure di sicurezza in mare, prevenzione dell’inquinamento, assistenza alla navigazione e preparazione ad incidenti quali incendi, ma ha sottolineato che l’Oman non è favorevole all’imposizione di tariffe di transito alle navi, in quanto “pratica vietata a livello internazionale”.
In tutto questo il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha affermato che il Qatar sbloccherà 6 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, affermazioni apparentemente volte a convincere l’opinione pubblica iraniana a sostenere l’accordo provvisorio. Finora, secondo i funzionari statunitensi, nessun bene iraniano congelato è stato sbloccato, ma una fonte Usa ha confermato che Doha – mediatore chiave insieme al Pakistan – prevede lo sblocco di 6 miliardi congelati e ha sottolineato che questi verrebbero usati per acquistare prodotti alimentari statunitensi destinati alla popolazione iraniana.
