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Iran: Assoporti, nello Stretto di Hormuz passaggi in calo dell’89%

 

“Le tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz hanno provocato un calo dell’89% dei transiti giornalieri in pochi mesi”. Questo quanto emerge dalla nuova analisi di Assoporti ed Srm, un documento che raccoglie le principali statistiche sul trasporto marittimo, la logistica e la portualità nazionale e internazionale. Secondo il rapporto “lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale”. Inoltre, restando in Medioriente, “il Canale di Suez nel 2025 registra traffici ancora inferiori del 48% rispetto al 2022, mentre le rotte alternative via Capo di Buona Speranza allungano ancora fino al 120% le distanze percorse dalle navi”. Le deviazioni delle rotte comportano “un aumento fino a 20 giorni di navigazione aggiuntivi e rincari significativi dei costi logistici e del bunkeraggio”. Sono ferme nel Golfo – continua Assoporti – “quasi 1.000 navi, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento”.

Via mare 13 mld tonn. movimentate nel 2025

“Nel 2025 il trasporto marittimo mondiale ha raggiunto quota 13 miliardi di tonnellate movimentate, confermando il ruolo centrale dello shipping nell’economia globale”. A dirlo è sempre la nuova analisi di Assoporti ed Srm, un documento che raccoglie le principali statistiche sul trasporto marittimo, la logistica e la portualità nazionale e internazionale. “Il 74% delle merci trasportate via mare nel mondo è costituito da rinfuse liquide e solide – si rileva nel rapporto oltre 9 miliardi di tonnellate di commodity strategiche. Le rinfuse liquide rappresentano il 37% delle merci movimentate nei porti Ue, mentre le solide incidono per il 20%”.

Red

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