di Giuliano Longo (*)
Lunedì, durante un briefing, un comandante di un’unità di combattimento ha detto ai sottufficiali che la guerra in Iran fa parte del piano di Dio e che il presidente Donald Trump è stato “unto da Gesù per accendere il fuoco di segnalazione in Iran per provocare l’Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra“.
Da sabato mattina a lunedì sera la Military Religious Freedom Foundation (MRFF) – organizzazione no-profit fondata nel 2005 da Mikey Weinstein, ex ufficiale e avvocato dell’Aeronautica Militare – ha raccolto più di 110 denunce simili riguardanti comandanti di ogni corpo militare .
Le denunce provenivano da più di 40 unità diverse distribuite in almeno 30 installazioni militari, lo riferiva lunedì sera l’MRFF che sta mantenendo l’anonimato dei querelanti per evitare ritorsioni da parte del Dipartimento della Difesa. Un denunciante si è identificato come un sottufficiale di un’unità attualmente fuori dalla zona di combattimento iraniana, ma in stato di Ready-Support, ovvero schierabile in qualsiasi momento.
Il sottufficiale ha dichiarato di essere cristiano e ha inviato un’e-mail all’MRFF a nome di 15 soldati, tra cui almeno 11 cristiani, un musulmano e un ebreo riferendo che il suo comandante ci ha esortato a dire alle nostre truppe che tutto questo fa parte del ‘piano divino di Dio’ riferendosi a numerose citazioni dal Libro dell’Apocalisse di Givanni del Nuovo Testamento, che preconizza l’ Armageddon e all’imminente ritorno di Gesù Cristo indicando il luogo della battaglia finale :“E li radunarono nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedon” (Ap 16:16, RIV).
Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha consacrato il cristianesimo evangelico ai massimi livelli dell’esercito statunitense, trasmettendo incontri di preghiera mensili in tutto il Pentagono. L’anno scorso, Hegseth ha partecipato a uno studio biblico settimanale alla Casa Bianca, guidato da un predicatore che afferma che Dio comanda all’America di sostenere Israele.
L’e-mail di lunedì del sottufficiale affermava che le dichiarazioni del loro comandante “distruggono il morale e la coesione dell’unità e violano i giuramenti che abbiamo prestato per sostenere la Costituzione”. Mikey Weinstein, presidente e fondatore dell’MRFF ha inoltre riferito che da quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran sabato mattina l’MRFF è stato “inondato” di lamentele simili.
Queste chiamate hanno una cosa in comune: raccontano l’euforia senza limiti dei loro comandanti e delle loro catene di comando su questa nuova guerra “sancita dalla Bibbia” segno innegabile dell’avvicinarsi della “Fine dei Tempi”. Molti comandanti sono particolarmente entusiasti di quanto questa battaglia sarà gratificante e su quanto sangue debba venir sparso coerentemente con l’escatologia cristiana e fondamentalista della fine del mondo.
Weinstein ha citato i divieti costituzionali e del Codice di giustizia militare (UCMJ) che vietano di inculcare credenze religiose nell’istruzione o nella comunicazione militare ufficiale. “Qualsiasi membro dell’esercito – scrive – che cerchi di approfittarsi dei propri subordinati alimentando i propri sogni bagnati di nazionalismo cristiano e di sangue sulle fiamme di questo ultimo attacco contro l’Iran non sanzionato dal Congresso, dovrebbe essere perseguito in modo rapido, aggressivo e visibile“.
Weinstein ha aggiunto che l’MRFF riceve lamentele simili sull’escatologia cristiana – la teologia della fine del mondo – “ogni volta che scoppia questa merda con Israele in Medio Oriente”.
Ad esempio, dopo l’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, l’MRFF riportava la denuncia riguardante un comandante dell’aeronautica militare che, durante un briefing, aveva affermato: “La guerra tra Israele e Hamas è stata predetta nel Libro dell’Apocalisse nel Vangelo di Gesù Cristo e nessuno può farci niente”.
Dopo l’11 settembre, anche il presidente George W. Bush fece riferimento alla “crociata” americana contro il terrorismo, evocando gli antichi scontri tra crociati cristiani e musulmani. Il linguaggio di Bush fu visto allora come un potenziale incitamento dei musulmani a prendere le armi contro gli Stati Uniti, se questi si fossero proclamati un esercito cristiano in guerra contro l’Islam.
Il fondamentalismo cristiano cova da decenni nell’esercito e lo stesso Segretario alla difesa Hegseth sembra oggi valorizzarlo. Anche Trump si è presentato come un paladino del fondamentalismo cristiano, inglobandolo nelle strutture del potere esecutivo e sponsorizzando lo studio biblico settimanale alla Casa Bianca che predica il sostegno a Israele.
Alcuni cristiani sostengono che la profezia biblica richieda l’esistenza di Israele affinché Gesù possa ritornare. Ma il predicatore Ralph Drollinger responsabile dello studio biblico di Hegseth, insegna che il motivo per cui si deve sostenere Israele è che Dio continua a benedire gli alleati di Israele e a maledire i suoi nemici di Israele anche se ha ucciso Gesù. Diffamazione che è la radice storica dell’antisemitismo respinta da tutte le principali religioni.
Dopo l’attacco israeliano all’Iran lo scorso anno, Drollinger ha dedicato due settimane di lezioni a predicare il sostegno a Israele, lezioni rivolte ai membri del Governo e del Congresso, mentre Israele faceva pressioni per l’impegno degli Stati Uniti.
Hegseth ha anche avviato sessioni di preghiera mensili, la più recente delle quali con Doug Wilson, il nazionalista cristiano di estrema destra e ha anche coinvolto altri predicatori della sua cerchia personale, respingendo qualsiasi tentativo di rendere ecumenici – aperti a tutte le religioni- gli incontri.
Lo stesso Hegseth interviene a questi incontri, promuovendo le sue convinzioni religiose personali. “Questo è… credo, esattamente dove dobbiamo essere come nazione, in questo momento”, avrebbe detto “in preghiera, in ginocchio, riconoscendo la provvidenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo“.
Sebbene storicamente l’MRFF sia riuscito a convincere il Pentagono a reprimere le incursioni cristiane nell’esercito, l’amministrazione Trump disprezza apertamente le norme e le leggi militari. Resta quindi da vedere se e in che modo la cristianizzazione su larga scala della guerra in Iran verrà contrastata dai funzionari all’interno del Pentagono e dai sostenitori dei valori laici.
Sin qui la scottante e attuale denuncia, ma si stima che oltre il 60%, con picchi fino all’80%, dei cappellani militari si identifichi come evangelico, spesso con orientamenti fondamentalisti, creando una maggioranza che marginalizza altre fedi o i non credenti.
Un aspetto centrale delle polemiche riguarda i tentativi di conversione all’interno dei ranghi. Ufficiali e cappellani evangelici sono stati accusati di fare proselitismo tra i subordinati, contravvenendo alle regole militari che vietano la coercizione religiosa e violando i diritti costituzionali dei soldati.
E’ comunque innegabile un legame stretto tra la “Destra Religiosa” e il sostegno incondizionato alla forza militare. Eventi come le guerre in Iraq o altri interventi esteri sono stati talvolta interpretati da alcuni leader evangelici come passi verso un “piano divino” o l’Apocalisse.
L’Air Force Academy è stata spesso citata come un “epicentro” del problema, con rapporti di forte pressione per allinearsi a visioni cristiane conservatrici contestate dalla potente MRFF. Sebbene il Dipartimento della Difesa (DoD) garantisca la libertà religiosa, la necessità di mantenere la coesione dell’unità e la disciplina spesso si scontra con le espressioni estreme di fede personale che rischiano di creare divisioni.
(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale
