Esteri

Iran: Mattarella, la guerra tornata a spargere sangue vicino a noi. Focus Meloni su sicurezza energetica

 

Preoccupazione certo, ma anche speranza. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, Sergio Mattarella invia un duplice messaggio. Il presidente della Repubblica lo fa parlando al Quirinale in occasione della consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferite motu proprio a cittadine e cittadini che si sono distinti per il loro impegno nel sociale. “Sono storie di umanità, solidarietà, condivisione – le parole del Capo dello Stato -. Sono storie di coraggio civile, di superamento delle difficoltà, della capacità e della forza d’animo di affrontare eventi imprevisti, talvolta sconvolgenti, ed esserne più forti. Storie che trasmettono fiducia e speranza in un tempo in cui abbiamo grande bisogno di fiducia e di speranza”. Binomio indispensabile anche perché, rimarca, “particolarmente in questo nostro tempo è necessario rifuggire, abbattere i muri della paura, dell’indifferenza, della rassegnazione. È necessario vincere la tentazione dell’isolamento. Si vive in una comunità, non in un anonimo insieme di individui che si ignorano vicenda, indifferenti gli uni agli altri. In più, la guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia”.

 

Mondo in cui, è il ragionamento del presidente della Repubblica, “a tutti i livelli, a partire dalla vita quotidiana, fino a quella della dimensione della vita internazionale, si confrontano due modi contrapposti di pensare: quello di preoccuparsi soltanto dei propri interessi, imponendosi sugli altri, e quello di condividere invece difficoltà e opportunità, per cercare di conseguire successi insieme”. Il Capo dello Stato non cita mai né Donald Trump né tanto meno Benjamin Netanyahu, ma la mente di tutti va al conflitto in corso in Medio Oriente innescato dall’intervento militare di Stati Uniti e Israele. “Non dobbiamo rassegnarci, né pensare che siano derive inevitabili – aggiunge però subito dopo Mattarella -. Al contrario, occorre aver fiducia. Perché la premura per gli altri, il senso di comunità, la capacità di affrontare difficoltà, che a taluno appaiono insormontabili, sono più forti delle circostanze e degli eventi negativi”.

 

A palazzo Chigi intanto la premier Giorgia Meloni presiede due vertici di governo proprio per fare il punto sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Al primo prendono parte i ministri Antonio Tajani (Esteri), Guido Crosetto (Difesa), Gilberto Pichetto Fratin (Sicurezza energetica) e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Nella riunione particolare attenzione viene riservata alle misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte, col governo che ribadisce su questo fronte “il massimo impegno”. Al secondo vertice si aggiungono poi anche gli amministratori delegati di Eni Claudio Descalzi e di Snam Agostino Scornajenchi, per affrontare il tema della sicurezza energetica, con un’analisi dell’impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell’energia e sull’economia, nonché delle possibili azioni di mitigazione che il governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo. Non nel Cdm in programma venerdì, nonostante le parole di Matteo Salvini (“abbiamo un Consiglio dei ministri dedicato questa settimana”). Sul tavolo della riunione potrebbe però arrivare il Piano Casa firmato proprio dal vicepremier leghista. Domani invece dovrebbe saltare l’incontro a Chigi tra la premier e il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti. L’appuntamento, annunciato prima degli attacchi a Teheran e previsto per le 18, è stato infatti al momento cancellato dall’agenda. Agenda che Meloni è intenzionata comunque a ‘integrare’ per recarsi domani nel primo pomeriggio a Nola e partecipare ai funerali del piccolo Domenico Caliendo, morto all’ospedale Monaldi in seguito al trapianto di un cuore danneggiato.

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