Il presidente Donald Trump ha sul tavolo i piani operativi per un nuovo pesante attacco contro l’Iran dopo che le discussioni preliminari tra Washington e Teheran sulla limitazione del programma nucleare del paese e sulla produzione di missili balistici non hanno portato progressi. A scriverne è la Cnn, che cita fonti a conoscenza delle discussioni interne all’amministrazione americana. Tra le opzioni per un potenziale attacco all’Iran, il presidente americano Donald Trump starebbe valutando quelle di attacchi aerei militari statunitensi diretti contro i leader iraniani e i funzionari della sicurezza ritenuti responsabili delle uccisioni di manifestanti, attacchi contro siti nucleari iraniani e istituzioni governative. Trump non ha ancora preso una decisione definitiva su come procedere ma ritiene che le sue opzioni militari siano state ampliate rispetto all’inizio di questo mese, ora che un gruppo d’attacco di portaerei statunitensi è presente nella regione: il Gruppo della Portaerei USS Abraham Lincoln è entrato nell’Oceano Indiano lunedì e continua ad avvicinarsi all’Iran, dove potrebbe supportare eventuali operazioni contro il paese o a protezione degli alleati regionali. Gli Stati Uniti e l’Iran avevano scambiato messaggi – anche tramite diplomatici omaniti e tra l’inviato di Trump Steve Witkoff e il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi – all’inizio di questo mese riguardo a un possibile incontro per evitare un attacco statunitense, che Trump aveva minacciato in risposta alla repressione dei manifestanti. Si è avuta una breve discussione su un incontro di persona, ma non si è mai concretizzato, ha spiegato una fonte. Non ci sono state trattative dirette vere e proprie tra Stati Uniti e Iran, perché Trump ha intensificato le minacce di azione militare negli ultimi giorni. Per cercare di frenare l’irruenza di Washington, il leder turco Erdogan propone un tavolo di mediazione. Il presidente turco Recepir Tayyip Erdogan ha proposto all’omologo Usa, Donald Trump, un vertice trilaterale in videoconferenza con l’Iran per evitare un conflitto, mentre crescono le minacce di un attacco aereo americano alla Repubblica Islamica. Lo scrive il quotidiano filogovernativo turco Hurriyet. La telefonata, riferisce il quotidiano, risale allo scorso 27 gennaio e il presidente degli Stati Uniti “avrebbe reagito in modo positivo”. Questa settimana, aggiunge Hurriyet, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si rechera’ in Turchia per incontrare l’omologo di Ankara, Hakan Fidan, con il quale ha avuto ieri una conversazione telefonica con l’obiettivo di cercare strade per abbassare le tensioni con Washington. Intanto l’Iran avverte l’inquilino della Casa Bianca. Qualsiasi azione militare statunitense contro di noi sarà considerata dalla Repubblica islamica come l’inizio di una guerra e incontrerà una risposta immediata e senza precedenti, ha affermato Ali Shamkhani, consigliere della Guida suprema iraniana Ali Khamenei.
“Un attacco limitato è un’illusione. Qualsiasi azione militare degli Stati Uniti (condotta contro l’Iran,ndr), da qualsiasi punto e a qualsiasi livello, sarà considerata (da Teheran,ndr) come l’inizio di una guerra, e la risposta sarà immediata, completa e senza precedenti, il suo obiettivo sarà l’aggressore, il cuore di Tel Aviv e tutti coloro che sostengono l’aggressore”, ha affermato Shamkhani su X.
Red
