Falliti in sole 21 ore, i negoziati che vedevano al tavolo Ira, Stati Uniti ed i mediatori del Pakistan, Troppi i punti che i belligeranti non potevano e non volevano sottoscrivere. Ma andiamo a vedere quanto accaduto nelle ultima 24 ore e perché si è arrivati alla rottura. I colloqui tra alti funzionari si sono protratti oltre le 6 del mattino di domenica, ora locale, per quello che tutti i media internazionali raccontano come un evento a suo modo “epocale”, “storico”. Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha scritto sui social media che i colloqui in Pakistan “hanno riguardato diverse questioni principali oggetto di negoziazione, tra cui lo Stretto di Hormuz, la questione nucleare, le riparazioni di guerra, la revoca delle sanzioni e la fine definitiva della guerra contro l’Iran e nella regione”. Baqaei, che si trovava in Pakistan come membro della delegazione iraniana, ha aggiunto che il successo dei colloqui dipendeva dall’”accettazione da parte degli Stati Uniti dei legittimi diritti e interessi dell’Iran”.
Iran, Vance: “Colloqui con Teheran conclusi senza accordo”
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che i negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran si sono conclusi senza un accordo, dopo che gli iraniani si sono rifiutati di accettare le condizioni americane di non sviluppare un’arma nucleare. I colloqui ad alto rischio si sono conclusi dopo 21 ore, ha affermato Vance, con il vicepresidente in costante contatto con il presidente Donald Trump e altri esponenti dell’amministrazione. “Ma il fatto è che abbiamo bisogno di vedere un impegno preciso che non cercheranno di ottenere un’arma nucleare e che non cercheranno gli strumenti che permetterebbero loro di arrivare rapidamente a un’arma nucleare”, ha detto Vance ai giornalisti. “Questo è l’obiettivo principale del presidente degli Stati Uniti. Ed è quello che abbiamo cercato di ottenere attraverso questi negoziati”. Il vicepresidente ha dichiarato di aver parlato con Trump “una mezza dozzina di volte, una dozzina di volte, nelle ultime 21 ore” e di aver parlato anche con il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent e l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti. “Siamo stati costantemente in contatto con la squadra perché stavamo negoziando in buona fede”, ha detto Vance, parlando da un podio davanti a due bandiere americane con gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner al suo fianco. “E ce ne andiamo da qui, ce ne andiamo da qui con una proposta molto semplice, un accordo che rappresenta la nostra offerta finale e migliore. Vedremo se gli iraniani la accetteranno”, ha aggiunto.
Teheran, nessuno si aspettava accordo in un solo incontro
“Questi colloqui si sono svolti in un’atmosfera dominata non solo dalla sfiducia, ma anche dal dubbio e dal sospetto, a seguito di una guerra di 40 giorni avviata per la seconda volta in nove mesi da Stati Uniti e Israele. Pertanto, è naturale che non sia stato raggiunto alcun accordo in un unico incontro. In ogni caso, nessuno nutriva tale aspettativa”. Lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei parlando alla televisione di Stato iraniana come riportato dall’agenzia di stampa turca Anadolu, osservando come sia “naturale” che non si fosse raggiunto alcun accordo con gli Stati Uniti nelle 21 ore di colloqui a Islamabad, citando un clima di profonda sfiducia.
Teheran, negoziati falliti a causa di 2 o 3 questioni fondamentali
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato domenica che i negoziati con gli Stati Uniti sono falliti a causa di “un divario tra le nostre posizioni su due o tre questioni importanti”. “Alla fine i colloqui non hanno portato a un accordo”, ha dichiarato il portavoce Esmaeil Baqaei alla TV di Stato iraniana. Non ha specificato quali fossero tali questioni. Su alcuni argomenti, Baghaei ha affermato che i negoziatori statunitensi e iraniani “hanno effettivamente raggiunto una comprensione reciproca”. I negoziatori hanno discusso dello Stretto di Hormuz, ha detto Baghaei, ma non ha menzionato alcuna discussione sulle armi nucleari.
Teheran, diplomazia non finisce mai, colloqui continueranno
L’Iran afferma che “la diplomazia non finisce mai” e che le consultazioni continueranno, dopo il mancato accordo con gli Usa nel primo round di negoziati in Pakistan. Secondo l’agenzia di stampa Irna, alla domanda se la diplomazia fosse terminata, Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniani, ha risposto affermando che “la diplomazia non finisce mai”. “L’apparato diplomatico è uno strumento per garantire, proteggere e preservare gli interessi nazionali”, ha dichiarato Baghaei ai media iraniani, aggiungendo che “Le consultazioni tra Iran, Pakistan e paesi amici e confinanti continueranno”.
Ipotesi blocco navale all’Iran come con il Venezuela
Dopo che i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad si sono conclusi senza un accordo, il presidente americano Donald Trump ha condiviso sulla sua piattaforma Truth Social un articolo in cui suggerisce la possibilità di imporre un blocco navale all’Iran qualora quest’ultimo non accettasse le richieste statunitensi. L’articolo, intitolato ‘La carta vincente che il presidente ha in mano se l’Iran non cede: un blocco navale’, pubblicato dal sito filo-Trump Just the News, afferma che il blocco soffocherebbe l’economia iraniana e metterebbe sotto pressione gli alleati dell’Iran, Cina e India, che dipendono dalle esportazioni di petrolio iraniano. L’articolo sostiene che una simile mossa da parte di Trump “riproporrebbe la sua strategia di blocco di successo”, dopo che un precedente blocco navale “ha messo in ginocchio l’economia venezuelana” prima della cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti a gennaio.
Va detto infine, che il Pakistan, Paese mediatore, ha chiesto che la tregua resti comunque in piedi, in attesa che i due belligeranti ragionino in queste ore su possibile soluzioni alternative alla guerra.
Red
