Esteri

Israele piange i suoi primi morti. Netanyahu: “Questi sono giorni dolorosi”

 

“Questi sono giorni dolorosi”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo un incontro con il ministro della Difesa Israel Katz, il capo di stato maggiore delle Idf, tenente generale Eyal Zamir, e il capo del Mossad David Barnea riferendosi ai mortali attacchi iraniani a Tel Aviv e Beit Shemesh. “Il mio cuore è rivolto alle famiglie e, a nome di tutti voi, cittadini di Israele, invio ai feriti gli auguri di una pronta guarigione”, ha aggiunto.

È salito a 8 il bilancio dei morti nell’impatto di un missile balistico iraniano a Beit Shemesh, in Israele. I soccorritori hanno dichiarato di aver estratto altri corpi da sotto le macerie. Il missile ha colpito una zona residenziale della città, causando ingenti danni a un rifugio antiaereo pubblico e alle abitazioni circostanti. Il servizio di soccorso Magen David Adom riferisce di aver constatato il decesso di otto vittime sul posto e di aver trasportato altre 28 persone in ospedale, tra cui due in gravi condizioni. Lo riporta il Times of Israel.

Va detto poi che l’emergenza fa scattare anche l’operazione di rinforzo delle forze armate. L’Idf ha reso noto, infatti, di aver mobilitato 100mila riservisti nel contesto del conflitto in corso con l’Iran. Lo scrivono i media israeliani. I 100mila soldati – viene spiegato – si aggiungono ai 50mila riservisti già in servizio. Secondo quanto affermato dall’esercito, le truppe di terra sono state rafforzate ai confini di Israele con la Siria, il Libano, la Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

 

Red

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