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Israele senza freni: a Gaza una neonata è morta per il freddo la notte di Natale. Uccisi anche cinque giornalisti in un raid dell’Idf e un alto ufficiale dell’Anp

 

Per Israele, purtroppo, è ormai vergogna infinita per quanto sta compiendo a Gaza, nei territori palestinesi ed in Libano. Continuano i raid di Tel Aviv. Nelle ultime ore almeno dieci persone hanno perso la vita tra cui cinque giornalisti del canale palestinese Al-Quds Today. I cronisti stavano dormendo in un furgone vicino l’ospedale Al-Awda, quando sono stati centrati in pieno da un missile durante un attacco israeliano su Nuseirat. L’Idf, ha giustificato l’attacco sostenendo che a bordo del veicolo era presente “una cellula terroristica della Jihad islamica”, mentre per Al-Quds Tv i giornalisti “sono morti mentre svolgevano il loro dovere giornalistico e umanitario”. Intanto, mentre Israele e Hamas si attribuiscono a vicenda le colpe di un mancato accordo per una tregua, nei campi profughi, oltre che per le bombe, si muore anche di freddo: nelle ultime ore, tre neonati sono morti per le basse temperature. Una neonata, è morta per ipotermia nella notte di Natale. Su quanto sta avvenendo a Gaza, ed in particolare sulla sorte di alcuni bambini si esprime con durezza l’Ambasciatore tedesco in quel Paese. “Se le notizie su 3 bambini morti assiderati a Gaza non ci commuovono, allora non capiamo la nascita in una mangiatoia a Betlemme o la luce di Hanukkah. Dovrebbero spingerci a chiedere la fine della guerra e del terrore di Hamas, rifornimenti invernali per i cittadini di Gaza e il rilascio completo degli ostaggi”. Queste la parole su X dell’ambasciatore tedesco in Israele, Steffen Seibert, commentando la notizia di tre neonati morti per il freddo nella Striscia, data dal direttore del reparto pediatrico dell’ospedale Nasser di Khan Younis. Ma ormai Israele, che soffre la pressione multilaterale, si scatena anche contro lo Yemen bombardando la capitale, Sanaa, e il porto di Hodeida in risposta a lanci di missili da parte dei ribelli Houthi nei giorni scorsi. Lo riferiscono i media israeliani. I raid aerei sono avvenuti durante un discorso del leader del gruppo sciita filo-Iran, Houthi Abdul-Malik al-Houthi. I raid aerei che hanno preso di mira l’aeroporto di Sanaa, insieme ad altri obiettivi nell’area della capitale yemenita e di Hodeidah sono stati attribuiti da media locali a Israele. L’emittente televisiva degli Houthi, Al-Masirah, l’ha definita una “aggressione israeliana”. Una fonte israeliana ha confermato al canale SkyNews arabo che lo Stato ebraico è responsabile dell’attacco allo scalo di Sanaa. Da registrare poi la notizia dall’agenzia si stampa turca Anadulo, secondo la quale quasi 50 palestinesi sono stati uccisi giovedì in un attacco aereo israeliano su un edificio di fronte alla sede centrale dell’ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia di Gaza, tra cui tre membri del personale medico e operatori, secondo quanto scrive l’agenzia, ripresa anche dall’emittente qatarina Al Jazeera, che a sua volta parla di 5 membri del personale medico uccisi. “Ci sono circa 50 martiri, tra cui 3 membri del nostro personale medico, sotto le macerie di un edificio di fronte all’ospedale Kamal Adwan”, ha affermato iHussam Abu Safia, direttore dell’ospedale, citato da Anadolu.

Ucciso a Jenin membro forze di sicurezza dell’ANP

L’agenzia di stampa palestinese Wafa ha dato la notizia che il Primo Tenente Ibrahim Jumaa Al-Qaddoumi, delle forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), è stato ucciso nel campo profughi di Jenin, nella Cisgiordania occupata. Il generale di brigata Anwar Rajab, portavoce delle forze di sicurezza dell’autorità, ha affermato che l’ufficiale è morto mentre “svolgeva il suo dovere nazionale di difendere la sicurezza e la stabilità del suo popolo”. Le forze di sicurezza dell’ANP, scrive la Wafa “sono state impegnate in settimane di scontri armati con i combattenti della resistenza palestinese a Jenin”. Gli scontri si verificano nel mezzo di una campagna dell’ANP, denominata “Proteggere la patria”, che l’autorità afferma essere focalizzata sulla ricerca dei “criminali” e sull’impedire che il campo diventi un campo di battaglia come Gaza. Rajab ha anche definito i combattenti di Jenin come filo-iraniani e “mercenari”, che stanno aiutando i tentativi dell’estrema destra israeliana di indebolire l’ANP.Le Brigate Jenin, obiettivo principale dell’Autorità Nazionale Palestinese, sono accusate di avere legami con la Jihad Islamica Palestinese sostenuta dall’Iran.

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