La guerra di Putin

Kiev attacca la diga del bacino idrico di Belgorod, possibile rappresaglia russa

 di Giuliano Longo (*)

Ieri di Kiev ha lanciato  attacchi contro la diga del bacino idrico di Belgorod, nel tentativo di distruggerla. Secondo i media russi, gli attacchi sono stati effettuati utilizzando missili e droni Kamikaze.

I media ucraini non fanno mistero che Zelenskyy abbia incaricato le Forze Armate ucraine di distruggere la diga e di allagare parte della regione di Belgorod, insieme alle sue aree popolate, che dista dal confine russo meno di 30 chilometri .

 

Kiev sostiene che ciò abbia lo scopo di isolare le forze russe a Vovchanski, dopodiché potranno essere distrutte, alleviando così la pressione sulle Forze Armate ucraine nella regione di Kharkiv.

Secondo il Ministero della Difesa russa sarebbero stati respinti la maggioranza degli attacchi lanciati già altre volte, ma secondo i media russi  missili americani HIMARS e droni Darts sono riusciti  a danneggiare ulteriormente la diga, che ha già cominciato a rilasciare le acque nonostante non sia ancora stata distrutta.

 

Il bacino idrico di Belgorod si trova sull’omonimo fiume Severskij Donets, all’interno dell’oblast’ di Belgorod . A partire dal 2024 e in particolare nell’ottobre 2025, la diga del bacino  è diventata un obiettivo strategico e un fattore determinante nelle operazioni militari.

 

I danni alla diga, causati da attacchi di droni e bombardamenti ucraini, hanno provocato inondazioni e abbassamenti repentini del livello dell’acqua del bacino, compromettendo le linee di rifornimento e il movimento delle truppe russe nel settore di Vovčans’k.

 

Le inondazioni hanno di fatto tagliato fuori le unità russe che avevano attraversato il fiume Severskij Donets, separandole dalle loro forze principali e complicando le operazioni militari.

 

Nell’ambito della guerra ibrida e delle tattiche di “terra bruciata”, le forze russe sono state accusate di aver minato le dighe della regione di Belgorod. L’obiettivo sarebbe quello di preparare eventuali distruzioni per rallentare un’avanzata ucraina o per creare un pretesto per operazioni provocatorie, incolpando l’Ucraina delle conseguenze ambientali e umanitarie.

L’’importanza della diga di Belgorod non è legata alla sua costruzione o a una sua lunga storia come infrastruttura civile, ma è emersa recentemente a causa del suo ruolo cruciale nel conflitto in corso.

 

Tuttavia ieri i media russi, anche vicini al Cremlino  suggerivano  di non aspettare che Kiev distrugga la diga, ma di attaccare invece la diga del bacino idrico di Pecheneg, situata a valle del fiume Seversky Donec’.

 

Ciò non solo impedirebbe le inondazioni nell’oblast  Belgorod, ma causerebbe anche inondazioni a  Kharkiv, in paricolare a Chuguev e  interromperebbe la logistica nemica verso Velykyi Burluk.

 

Nella sostanza una partita infinita di attacchi e rappresaglie.

 

In merito alla efficacia dei droni ucraini un video pubblicato il 25 ottobre rivela un incontro straordinario  tra il presidente russo Vladimir Putin e Valery Gerasimov, Capo di Stato Maggiore delle forze armate russe.

 

Putin avrebbe chiesto di sapere perché le difese aeree russe non siano riuscite a impedire l’uso da parte dell’Ucraina di droni commerciali a basso costo, che stanno devastando le infrastrutture critiche e le installazioni militari russe con  noptevoli costi per le casse dello stato .

Gerasimov avrebbe chiesto  tre mesi per risolvere i vari problemi che affliggevano la difesa aerea. Putin chiese una soluzione in un mese.

Il resoconto trapelato potrebbe anche ssere frutto dell’Intelligence o della propaganda di Kiev, ma da tempo è percepibile la  frustrazione nella leadership civile russa per la performance complessiva delle forze armate russe.

In effeti le difese aeree russe non sono state progettate per inseguire piccoli droni difficili da inseguire. Sono state invece progettate per contrastare gli aerei occidentali, in particolare i bombardieri, e per fronteggiare le minacce provenienti dai missili a corto raggio, in particolare i Tomahawk.

Vale la pena notare che anche le difese aeree statunitensi non sono integrate e non reagiscono bene ai droni.

(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale

Nella  foto la diga di Belgorod, colpita dai russi

aggiornamento la crisi russo-ucraina

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